La famosa Lista E.A.P.

U l t i m o   a g g i o r n a m e n t o :  29  agosto   2 0 1 0

Attenzione: questo post rimarrà sempre in cima al blog, nonostante i frequenti aggiornamenti. Gli editori sono classificati in tre categorie:  A Pagamento,  Doppio Binario e Free.  Qui trovate i criteri secondo cui operiamo questa suddivisione. Di seguito, le tre liste: cliccando sul nome di ogni editore verrete indirizzati alla relativa discussione sul nostro forum dove potrete trovare le motivazioni e le testimonianze che hanno deciso la posizione della casa editrice nella lista e dove potrete lasciare la vostra testimonianza.

A Pagamento

  1. Alberti EditoreSito
  2. Albus EdizioniSito
  3. Aletti EditoreSito
  4. AltravistaSito
  5. Altro Mondo EditoreSito
  6. APED Angelo Parisi EditoreSito
  7. Armando EditoreSito
  8. BastogiSito
  9. Bonanno EditoreSito
  10. De RoccoSito
  11. EdiGio’Sito
  12. Editrice Italia LetterariaSito
  13. Editrice Nuovi AutoriSito
  14. Editrice TespiSito
  15. Edizioni TracceSito
  16. Edizioni CroceSito
  17. Edizioni PalomarSito
  18. Edizioni del PoggioSito
  19. Edizioni SabinaeSito
  20. Edizioni PolistampaSito
  21. Edizioni SensoInversoSito
  22. Enrico Folci-Sito
  23. ExcogitaSito
  24. Fara EditoreSito
  25. FermentoSito
  26. Firenze LibriSito
  27. Giovane HoldenSito
  28. GME OperaprimaSito
  29. GrausSito
  30. Historica WebSito
  31. Gruppo AlbatrosSito
  32. Gruppo EdicomSiro
  33. Goliardica EdizioniSito
  34. HBI EdizioniSito
  35. Il melogranoSito
  36. Il FiloSito
  37. I quaderni del battello ebbroSito
  38. Ibiskos Editrice RisoloSito
  39. Il MoloSito
  40. In EditionSito
  41. Ismeca LibriSito
  42. Italia PressSito
  43. I quaderni del battello ebbroSito
  44. KimerikSito
  45. La CarmelinaSito
  46. La Caravella EditriceSito
  47. La riflessioneSito
  48. Liguori EditoreSito
  49. ManniSito
  50. Maritato EditoreSito
  51. Mda EditoreSito
  52. Mayhem EdizioniSito
  53. MJM EditoreSito
  54. Michele Di Salvo EditoreSito
  55. MidgardSito
  56. Mond&editoriSito
  57. Morgan MillerSito
  58. NemapressSito
  59. Nuovi Poeti EdizioniSito
  60. Onirica EdizioniSito
  61. PilgrimSito
  62. Progetto CulturaSito
  63. Puntoacapo EditriceSito
  64. Robin EdizioniSito
  65. Rupe MutevoleSito
  66. Sassoscritto EditoreSito
  67. SBC Edizioni -Sito
  68. SenecaSito
  69. SerarcangeliSito
  70. SkybookSito
  71. SoveraSito
  72. Statale11Sito
  73. La ZisaSito
  74. ZerounoundiciSito

Doppio Binario

  1. Anordest EdizioniSito
  2. Antarem EdizioniSito
  3. Ardunio SaccoSito
  4. Annake - Sito
  5. AzimutSito
  6. Campanotto EditoreSito
  7. CaravaggioSito
  8. Cicorivolta EdizioniSito
  9. Chinaski EditoreSito
  10. CinquemarzoSito
  11. ControventoSito
  12. Corbo EditoreSito
  13. CSASito
  14. Damocle EdizioniSito
  15. Deinotera EditriceSito
  16. DellisantiSito
  17. Delos BooksSito
  18. EdicolorsSito
  19. Editrice AureaSito
  20. Editrice ZonaSito
  21. Edizioni 9muse.netSito
  22. Edizioni akroamantikosSito
  23. Edizioni CreativaSito
  24. Edizioni Diversa SintoniaSito
  25. Edizioni dell’OrsoSito
  26. Edizioni Il CiliegioSito
  27. Edizioni Il PavoneSito
  28. Edizioni La ColombaSito
  29. Edizioni JokerSito
  30. Edizioni La GruSito
  31. Edizioni MieleSito
  32. Edizioni della meridianaSito
  33. Edizioni ReiSito
  34. Edizioni SocratesSito
  35. Eracle EdizioniSito
  36. Falco EditoreSito
  37. Faligi EditoreSito
  38. Giraldi EditoreSito
  39. Giulio Perrone EditoreSito
  40. Graphot EditriceSito
  41. GrausSito
  42. IacobelliSito
  43. Il Castello EdizioniSito
  44. Il foglio letterarioSito
  45. Il cerchioSito
  46. InteractaSito
  47. In EditionSito
  48. Linea BNSito
  49. Linee InfiniteSito
  50. LiuxSito
  51. Libertà edizioniSito
  52. Manidistrega EditoreSito
  53. MontagSito
  54. MonteditSito
  55. MobydickSito
  56. NeftasiaSito
  57. Nobus EditoreSito
  58. Panda EditoreSito web
  59. Parole sparseSito
  60. PendragonSito
  61. Prospettiva EditriceSito
  62. PuntoacapoSito
  63. Romano EditoreSito
  64. Runde TaarnSito
  65. SbeditoreSito
  66. Silele EdizioniSito
  67. Stilo EditriceSito
  68. Tabula FatiSito
  69. TodarianaSito
  70. Tindari

Free

  1. 80144 EdizioniSito
  2. Accademia Vis VitalisSito
  3. AdelphiSito
  4. Ad est dell’equatoreSito
  5. AgebookSito
  6. AlacranSito
  7. Alet EdizioniSito
  8. AlibertiSito
  9. AisaraSito
  10. ArchintoSito
  11. ArpaNetSito
  12. AsengardSito
  13. Avagliano EditoreSito
  14. Autodafé EdizioniSito
  15. Badiglioni EditoriSito
  16. Baldini Castoldi DalaiSito
  17. Bel-ami edizioniSito
  18. Bevivino EditoreSito
  19. Bianca&Volta EdizioniSito
  20. BohumilSito
  21. Bradipo LibriSito
  22. Cairo EditoreSito
  23. Camelopardus - Sito
  24. CaravaggioSito
  25. Casini EditoreSito
  26. CavinatoSito
  27. Castelvecchi EditoreSito
  28. Con-fineSito
  29. Coniglio EditoreSito
  30. Crocetti EditoreSito
  31. Cut-UpSito
  32. DamsterSito
  33. Dario FlaccovioSito
  34. Diamond EditriceSito
  35. Discanti EditoriSito
  36. Eclissi EditriceSito
  37. Editrice effequSito
  38. Edizioni E/OSito
  39. Edizioni della VignaSito
  40. Edizioni Era NuovaSito
  41. Edizioni MemoriSito
  42. Edizioni NottetempoSito
  43. Edizioni RebusSito
  44. EinaudiSito
  45. Ellin SelaeSito
  46. Elliot edizioniSito
  47. Età dell’AquarioSito
  48. Et/EtSito
  49. Freaks edizioniSito
  50. Fabbri EditoreSito
  51. Falco EditoreSito
  52. Faligi EditoreSito
  53. FandangoSito
  54. FanucciSito
  55. Fazi editoreSito
  56. FernandelSito
  57. Foschi editoreSito
  58. Frassinelli EditoreSito
  59. GaffiSito
  60. GalaadSito
  61. GarzantiSito
  62. Gingko EdizioniSito
  63. GiuntiSito
  64. Graphe.itSito
  65. GuandaSito
  66. Fratelli Frilli EditoriSito
  67. Gargoyle BooksSito
  68. Greco & GrecoSito
  69. Gruppo ArmeniaSito
  70. GugolSito
  71. Happyplanet BooksSito
  72. HermatenaSito
  73. HoepliSito
  74. Iris 4 EdizioniSito
  75. I SognatoriSito
  76. Il caso e il ventoSito
  77. Il MaestraleSito
  78. Il Mondo DigitaleSito
  79. Il SirenteSito
  80. Il SaggiatoreSito
  81. Il Ponte del SaleSito
  82. In FiabaSito
  83. IntermezziSito
  84. Instar LibriSito
  85. Isbn EdizioniSito
  86. KowalskiSito
  87. La Corte EditoreSito
  88. laNuovafrontieraSito
  89. La penna blu edizioniSito
  90. LavieriSito
  91. Las VegasSito
  92. Leone editoreSito
  93. Leone Verde EditoreSito
  94. Libero di scrivereSito
  95. LiminaSito
  96. Livello 4Sito
  97. LonganesiSito
  98. Mangrovie edizioniSito
  99. Marcos y MarcosSito
  100. Marco Valerio EditoreSito
  101. Maria Pacini Fazi EditoreSito
  102. MarsilioSito
  103. Meridiano ZeroSito
  104. Michele di Salvo editoreSito
  105. Minimum FaxSito
  106. Minerva EdizioniSito
  107. MondadoriSito
  108. MorgantiSito
  109. MursiaSito
  110. Navarra EditoreSito
  111. Negretto EditoreSito
  112. Nemo EditriceSito
  113. Neo EdizioniSito
  114. Neri PozzaSito
  115. Newton ComptonSito
  116. Nord edizioniSito
  117. Nutrimenti EdizioniSito
  118. Oppure EditoreSito
  119. Orecchio AcerboSito
  120. PeQuodSito
  121. Perdisa editoreSito
  122. PiemmeSito
  123. Pulp EdizioniSito
  124. QuintadicopertinaSito
  125. Raffaello Cortina EditoreSito
  126. Rem EdizioniSito
  127. Reverdito EditoreSito
  128. RizzoliSito
  129. Round Robin EditriceSito
  130. SalaniSito
  131. Sampognaro&PupiSito
  132. Scipioni EditoreSito
  133. Scrittura & ScrittureSito
  134. Sellerio EditoreSito
  135. Shake EdizioniSito
  136. Simplicissimus Book FarmSito
  137. Skybook - Sito
  138. Sironi EditoreSito
  139. Sogno EdizioniSito
  140. Sorrisi di CartaSito
  141. Spartaco EdizioniSito
  142. Stampa AlternativaSito
  143. TanitSito
  144. Tempo al libroSito
  145. TodaroSito
  146. Tom TomSito
  147. Transeuropa EdizioniSito
  148. Tullio Pironti - Sito
  149. ValdentroSito
  150. Villaggio maori edizioniSito
  151. VolandSito
  152. Voras EdizioniSito
  153. XII EdizioniSito
  154. Y GiuntiSito
  155. Zenia EditriceSito
  156. Zero91Sito

Si invitano gli editori che hanno voglia di far storie in merito ai nomi da noi scelti di evitare proteste, scenate e quant’altro. Non verranno presi in considerazione, a meno che la loro protesta non sia motivata dal fatto che si trovano nella lista errata. Ma vogliamo prove, non chiacchere.
Se riscontrate inesattezze o volete darci la vostra testimonianza, usate i commenti, il forum o l’indirizzo mail segnalazioni@writersdream.org

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487 Responses to “La famosa Lista E.A.P.”

  1. GiD says:

    @ R.POLO

    Ma invece di fare il fenomeno non potresti semplicemente segnalare le “realtà editoriali con progetti interessanti che non sono contemplate”?

    Tra l’altro, già la frase “Attenzione: questo post rimarrà sempre in cima al blog, nonostante i frequenti aggiornamenti” dovrebbe far capire (se si vuole capire) che queste liste non sono definitive, ma che sono praticamente un cantiere sempre aperto.

  2. Luca78 says:

    @R.POLO:

    Questo portale si avvale delle segnalazioni di utenti e scrittori. Quindi perchè non segnali ciò che secondo te manca invece di criticare? In Italia ci sono almeno 1500 case editrici e spesso ne escono di nuove. E’ quindii necessario l’aiuto di tutti per rendere l’elenco più completo possibile.
    Segnala pure cosa manca secondo te e sicuramente la tua segnalazione sarà presa in considerazione.

  3. Ayame says:

    @R.POLO: perché non lo usi da sola, Google? Ci sono 10335 editori, in Italia, e nessuno di noi ha mai detto che qui si trovi l’elenco completo con testimonianze incluse.

    Poi, a me non stanno molto a genio quelli che puntano il dito sprezzanti sottintendendo che loro, loro sì!, potrebbero fare le cose molto meglio degli altri.
    Falle, allora.

  4. [...] Lista orientativa su alcune case Editrici a Pagamento, “doppio binario” e free [...]

  5. Ciao ragazzi, mi chiamo Matteo Grimaldi e volevo segnalarvi il mio editore. Si chiama Camelopardus e la direttrice editoriale è Sara Saorin. E’ la casa editrice forse più piccola del mondo, però ai pochi libri che ha pubblicato non ha mai chiesto alcun tipo di contributo, che sia una cifra in denaro o l’acquisto di copie o addirittura l’editing o l’ufficio stampa (qualcuno fa pagare pure quello). Sara può permettersi di pubblicarne pochissimi, ma il suo investimento è totale ed è così per tutti coloro che pubblica. Il sito è http://www.camelopardus.it e saremo presenti anche alla fiera Vento Letterario di Finale organizzata da Andrea Malabaila che coinvolgerà tutti gli editori indipendenti che NON CHIEDONO CONTRIBUTI. Spero possiate inserire la mia casa editrice nella lista free. Un abbraccio e avanti così. Combattiamo l’editoria a pagamento, sempre!

  6. Skeight says:

    Salve, leggendo su alcuni forum gli interventi di un’autrice che spammava il proprio libro, ho notato il nome della sua casa editrice, e per curiosità ne ho guardato il sito, di cui allego il link: http://www.uni-service.it/
    Sinceramente, non riesco a capire se sia una EAP o se la sezione “book on demand” sia un servizio a parte slegato dall’attività editoriale vera e propria. Comunque ve la segnalo, così se vi interessa potete approfondire voi.

  7. falco pellegrino says:

    http://www.falcoeditore.com/sito/notizie/index.php
    Ho visto che non figura in lista: lo merita.
    Chiede l’acquisto di un certo numero di copie all’autore. Non so quante perché ho preferito parlare d’altro…

  8. dada says:

    Ho letto molte cose che riguardano la legalità o meno dei contributi chiesti da alcune case editrici. Sì la legge dice determinate cose che non è illegale e poi si va disquisire su questo e a scavare tra le virgole e i punti.
    Ok però vorrei sottolineare un particolare, perchè i devono chiedere soldi agli autori quando ci sono finanziatori ed invetitori o soci? Molte società cinematografiche o televisive o altre chiedono investimenti del genere non vanno certo a chiedere i soldi a chi cerca lavoro perchè qui l passo verso l’illegalità mi sembra molto sottile o no? Un giornalista non viene forse pagato per i suoi articoli? Ad uno sceneggiatore una volta che un produttore ha il budget a disposizione non gli si compra la sceneggiatura? Le case editrice a pagamento forse non è meglio che chiedano soldi a chi vuole investire in cultura invece che agli scrittori? sapete quante fondazioni lo fanno in Italia fra cui Eni, Fondazione Cariplo, Fondazione Barilla..etc etc etc..

  9. Sabrina says:

    Si parla male di tutti ma non si parla male di un solo sito che propone pubblicazioni a pagamento (ilmiolibro.it)
    Perchè non inserire anche ilmiolibro.it tra i siti che chiedono soldiper la stampa e chiedono soldi per la distribuzione?
    Si dirà che è book on demand, ma in fondo tutti sono così ormai…

    Che ne pensate?
    Sapete perchè dico così? Non è per avercela con questi, ma per proporre (dal mio punto di vista) una informazione completa…

    Scusate l’intromissione

  10. Luca78 says:

    Ciao Sabrina, ti rispondo io.
    Il sito da te citato non è presente nella lista “A pagamento” perchè non si tratta di un editore.
    Quello è invece un POD, ovvero print on demand, che è un servizio a pagamento come lo è una copisteria.
    Le case editrici invece sono una cosa diversa che si occupano anche di selezione testi, editing, promozione e tante altre cose.
    Una casa editrice dovrebbe selezionare attentamente i testi, pubblicando solo quelli di qualità e dovrebbe occuparsi dell’editing e correzione. Un POD invece è un semplice servizio di stampa che mette in chiaro subito che stampa su richiesta e basta, senza selezione nè correzione (anche se alcuni offrono questo servizio a parte).
    Le liste editoriali comprendono solo gli editori e non i print on demand.
    Spero di esserti stato utile con questa spiegazione, ciao!

  11. Max says:

    Vorrei segnalare fra gli editori a pagamento “Historica web”, che peraltro è ora erroneamente inserita fra quelle free.
    La loro scusa è quella di offrire un servizion di valutazione dei manoscritti analitico e “ben fatto”, servizio ovviamente a pagamento.

  12. [...] Nuovi editori Nuovi editori Posted in Editori, Vita da Writersiani Jul15 Sono state aggiornate le liste Free, A pagamento e Doppio binario, che raccolgono gli editori italiani contattati e testati da [...]

  13. chiara says:

    violevo segnalere, a proposito della casa editrice crocetti, nella lista free, che io ho ricevuto una bella proposta editoriale da loro, ma a pagamento……………….

  14. Laura says:

    Avete notizie di una casa editrice romana che si chiama Edizioni associate?

  15. Matteo says:

    Vorrei informarvi di una casa editrice inserita nella lista “doppio binario”.
    La “Liux” ha da poco cambiato la propria politica editoriale e non chiede più contributi.

    http://www.galassiaarte.it/editori/liux_edizioni.html

  16. Andrea Celli says:

    Alcune case editrici pubblicano senza chiedere contributo; quelle che lo fanno è solo perché non si voglio sbilanciare totalmente. Se le opere non sono del tutto buone, è giusto che chiedano una piccola percentuale.

  17. Dada says:

    Gentilissimo signor Celli
    Mi pare che una società editoriale debba investire negli autori in cui crede ci sia possibilità di avere un ritorno economico e un presigio di immagine culturale quindi dato che una società investe nella sua attività non si capisce perchè debba accettare di pubblicare opere non buone, non le pubblica e basta, creare illusioni ad autori non bravi non è da impreditoria seria e sopratutto si va ad aumentare il gruppo di scrittori incapaci e senza talento mentre bisogna fare delle scelte di merito e senza far pagare nulla a nessuno, chi lavora va pagato e chi scrive è un professionista o almeno deve imparare ad esserlo.

  18. Andrea Celli says:

    Non sono per niente d’accordo: e’ vero che le opere devono essere di valore, perlomeno morale e letterario, ma gli editori investono moltissimo in uno scrittore, e investire in un esordiente significa spendere guadagni e impegni che non si sa se andranno a buon fine. Essere un autore esordiente significa anche questo: aiutare chi ci aiuta. Chi mi dice, io che sono editore( ipoteticamente) che sto investendo in qualcosa che mi darà un ricavato? Raccontiamocela giusta: gli editori curano la parte letteraria, perché se questa non fosse buona non avrebbero un guadagno; come ha detto lei: sono imprenditori. Io credo che ci debba essere un rapporto di proficuo aiuto da entrambe le parti. Certo è, che se un autore è già affermato, e si ha certezza del successo, l’editore investirà per proprio conto il capitale necessario.
    Io sono contrario alle editorie a pagamento che chiedono cifre da capogiro per nulla, ma sono favorevole alle case editrici a doppio binario, che chiedono relativamente poco per un grande investimento.

  19. Ayame says:

    @Andrea: se non si hanno i soldi per aprire un’impresa non la si apre.
    In tv, qualche giorno fa, una sentenza ha decretato che un dipendente – e l’autore è un collaboratore di una casa editrice – non può e non deve assumersi il rischio d’impresa al posto dell’imprenditore.
    Perché nel campo dell’editoria dovrebbe essere diverso?

  20. Dada says:

    Concordo con Ayame e inoltre si può anche aprire un’attività senza soldi, ma in questo caso non si assume nessuno e si lavora per far crescere l’attività da soli, sulla propria pelle e non su quella degli altri.Io ho realizzato un Format Tv sulla mia pelle e non facendo pagare gli attori o i tecnici operatori o lo studio di posa a meno che non ci si accordi con un partner nella coproduzione, ma sono sempre altre Società non lavoratori dello spettacolo (tra l’altro c’è un contratto nazionale e devono essere iscritti all’Enpals) che magari non fanno pagare il cachet pieno per ovvie ragioni (Un Format è di presentazione e non va mai in onda)ma comunque l’investimento anche minimo c’è e pur essendo io autrice e sceneggiatrice professionista, ma creatrice dell’idea del Format, ho pagato ugualmente una collaborazione per aiuto nei testi perchè questo si fa nel mio settore se si è professionali così si deve fare anche per l’editoria per quanto riguarda un’opera da pubblicare e che si ritiene in linea con la propria linea editoriale aziendale.
    Questa leggenda metropolitana che bisogna avere la certezza del successo solo perchè uno è già affermato va un pò sfatata perchè gli Stati Uniti hanno costruito un’industria cinematografica e anche letteraria investendo sulle idee di illustri (inizialmente) sconosciuti.
    Certo c’è sempre un margine di rischio e perdita, ma fa parte del gioco e della passione altrimenti si va a fare l’impiegato bancario o qualcos’altro dallo stipendio sicuro a fine mese.

    I ragazzi di writersdream stanno facendo un ottimo lavoro e sono veramente bravi a non farsi intimidire e a proseguire sulla strada intrapresa per far capire anche agli autori che se pagano per farsi pubblicare vuol dire che qualcosa manca nella loro opera….chissà…forse quel non so che di buona scrittura? Se un’opera vale prima o poi verrà pubblicata e senza contributo economico, basta aver pazienza e ricercare le vie giuste anche se questo richiede sacrificio, ma sopratutto richiede tanta consapevolezza in se stessi e nelle proprie capacità altrimenti non ci si può chiamare scrittori, per esserlo bisogna possedere una scintilla speciale nel proprio cuore e nella propria anima.

  21. Andrea Celli says:

    Qui non si sta parlando solamente di avere il capitale per aprire l’impresa, stiamo parlando di un investimento in uno scrittore. Andiamo, sono una minima quota in denaro; l’editore ne spende il quadruplo per la stesura, correzione, stampa e promozione del libro. Mi sembra giusto, che se lo scrittore è esordiente, debba investire su di se.

  22. Dada says:

    Scusi ma signore o ci è o ci fa. Allora devono pagare tutti i lavoratori che entrano nel mondo del lavoro per la prima volta? Lo veda sotto questo profilo realistico per favore e le sta rispondendo un’imprenditrice dello spettacolo quindi non sono una sprovveduta qualsiasi e se fossi un editore troverei qualsiasi cosa per far andare avanti la mia attività, ma non farei mai e dico mai pagare uno scrittore che già investe sul suo lavoro e mi offre un prodotto che io sono libera se mi piace di accettare e pagarlo altrimenti non lo accedtto come in tutto il libero mercato.
    Gli investimenti caro signore sono già divisi a metà, uno mette i soldi e l’altro il prodotto come succede in tutta l’imprenditoria normale e in Paesi normali, ma in un Paese come il nostro dove si fanno le regole solo per non rispettarle certi ragionamenti distorti sembrano essere accettati quando invece non dovrebbero esserlo.

  23. Andrea Celli says:

    Io ci sono, non sta a lei preoccuparsene. Io sto affermando che gli editori hanno il diritto di chiedere una piccola partecipazione in denaro, per pubblicare l’opera di uno scrittore che non si sa se avrà successo. Sono di questo parere, lei, evidentemente, no. Che dopo, gli editori, chiedano cifre astronomiche, non sono d’accordo, ma una piccola somma sì. Le case editrici piccole, per iniziare a entrare nel mondo del lavoro, è giusto che chiedano una partecipazione. Ne conosco a migliaia che hanno seguito questa politica. Poi, una volta inseritesi, hanno avuto il capitale sufficiente e hanno eliminato la richiesta di contributo.

  24. Dada says:

    Probabilmente lei nona letto quello che io ho scritto altrimenti avrebbe riflettuto e dato una risposta logica. Un operaio paga per lavorare? Ed un impiegato? E un giornalista? Cosa le fa pensare che uno scrittore non sia un professionista o un lavoratore? Gli autori hanno un albo professionale come tutti quelli che operano nella libera professione e non ha importanza il nome che portano. Ho combatutto anni contro le agenzie o pseudo tali che fanno pagare i book o peseudo tali si figuri se non combatto contro le imprese o pseudo tali editoriali che fanno pagare un autore. Come ho già detto in altre sedi un’opera un editore non la pubblica se non è convinto del valore, ma non può pubblicarla non essendo convinto del suo valore,ma dato che lo scrittore paga allora l’affare si può fare. Chieda in questo forum a quanti è arrivato il contratto di edizione dove si elencavano i pregi e la forza della narrazione dell’opera che hanno ricevuto. Segue poi una richiesta in denaro per la pubblicazione e se viene rifiutata la proposta allora l’opera non vale più e vale questo ragionamento anche per chi chiede un minimo di contributo. Vogliamo ancora prenderci in giro? Io ho amici giornalisti, critici letterari che non farebbero mai una recensione di un libro di una casa editrice a pagamento se dovessero venirne a conoscenza perchè non si saprebbe mai il valore vero di questo scrittore, si chiama onestà intellettuale che non tutti hanno. Ripeto viviamo in un Paese dove non si premia il talento e nemmeno le idee, si sforna solo la quantità e da quello che si vede la qualità si è abbassata e non si investe in chi veramente può far guadagnare un editore senza bisogno di far pagare nulla all’autore.
    Signor Celli, non è questione di avere opinioni diverse, qui non si tratta di scegliere bianco o nero o preferire una squadra all’altra, si tratta di cultura e arte e Dio sa quanto questo Paese ne ha bisogno, ma se si continua sulla strada dell’avidità senza illuminazione interiore allora perderemo talenti che in altre Nazioni farebbero solo la fortuna della loro crescita antropologica sociale e culturale.
    Dal suo fervore nel sostenere una tesi che anche il mio cane Pluto troverebbe non sostenibile nel ragionamento posso solo dedurre che lei o fa parte di una casa editrice a pagamento o è uno scrittore che ha pagato.
    In entrambi i casi le auguro buona fortuna, la ruota non gira mai in un verso solo….!!!
    Shalom!

  25. Andrea Celli says:

    Allora non capisce: io non sto riferendomi ad uno scrittore affermato, ma a un, così chiamato, “emergente”. E’ come paragonarlo ad un alunno che partecipa agli stage estivi; è un lavoratore ma più delle volte non non viene retribuito, così è giusto sia per uno scrittore esordiente, che sebbene può proporre un’opera valida, deve fare un po’ di gavetta.

  26. Ayame says:

    C’è una bella differenza tra lavorare gratis e pagare per lavorare.

  27. Andrea Celli says:

    Tra l’altro, volevo specificare: non faccio parte di una casa editrice, tanto meno sono uno scrittore; mi piace la letteratura e soprattutto mi interessano i processi editoriali, dalla cura del manoscritto alla pubblicizzazione. Una passione come un’altra ( forse la mia è un po’ insolita).

  28. Andrea Celli says:

    Certo, è così evidente: non credo che si tratti di lavorare gratis, ma si tratta di investire… alcuni (gli avvocati) gli chiamano soci, anche se non legali nella forma. :)

  29. Ayame says:

    Ma non è la stessa cosa. L’autore non è un socio dell’editore, è un collaboratore. Quando tu svolgi una prestazione lavorativa accetti di pagare una parte della somma che serve al tuo datore di lavoro per farti lavorare?

  30. Dada says:

    Scusi signor Celli,ma secondo il suo ragionamento allora lo scritore che paga diventa come un coproduttore quindi divisione degli utili secondo gli investimenti…ma dai contratti che queste case editrici propongono non si evince una proposta di questo tipo…..e comunque sia le faccio un esempio degli autori anche non affermati nel cinema o nella televisione, il Teatro adotta altre procedure. L’esempio che le faccio è che avendo una collaborazione come editor all’interno di società di produzione e reti televisive io analizzo molte sceneggiature e molti soggetti, se la sua scrittura va bene secondo i generi ovviamente l’autore viene scritturato per sviluppare progetti anche di altri autori,ma questi giovani non pagano certamente per lavorare all’interno di una produzione o di una TV e le assicuro che molti di questi sono giovani ed esordienti.Cerchi di ragionare su questo e come le ho scritto qualche post più sù, io ho investito nel mio Format, ma come producer autrice indipendente, io me lo sono prodotto,ma se produco un Format creato da un autore magari lo faccio a costo zero,oppure con un minimo di costi, ma dopo devo comprare i diritti commerciali dell’opera così deve succedere nel campo editoriale. Se voglio sfruttare commercialmente un’opera la devo pagare da produttore e così anche per un editore deve essere così. E’ una cosa così semplice che mi meraviglio ancora del perchè dobbiamo ancora discuterne.
    Si tranquilizzi se mi risponde io passerò oltre, mi pare d’aver detto tutto.

  31. Andrea Celli says:

    Evidentemente non c’è altro da dire: ognuno ha le proprie opinioni.

  32. Dada says:

    Mi rovolgo ad Ayame e penso possa capire. Dopo questo “duello” a parole penso lei abbia non solo l’appoggio delle persone di “buona volontà” tanto per citare la Bibbia, ma anche uno sprone per adoperarsi ancora meglio nella sua “battaglia” e per quanà possibile l’aiuterò volentieri a diffondere non un opinione sparando nel mucchio, ma fatti concreti.

    Shalom

  33. Io vorrei rispondere a Dada: fermo il punto che sono perfettamente d’accordo con te, voglio provare a dare una spiegazione del perché Andrea la pensi così. Secondo il mio parere è perché la cultura denominata Libro ha perso molto del suo valore. Oggi la vera dispensatrice di cultura è la TV. Così televisivamente parlando, ad un autore non verrà chiesto mai di pagare per lavorare (al massimo lo si farà lavorare gratis o per poco), ma è divenuta prassi normale credere che per pubblicare un libro bisogna aprire il portafogli…

  34. Dada says:

    La Tv in generale non è un demone,ci collaboro quindi conosco le dinamiche sia delle Tv generaliste che di quelle satellitari, commerciali o private. La Tv è un’industria dove si programmano generi di produzioni tra cui anche quelli culturali ed artistici, infatti ci sono reti tematiche in proposito specialmente sulla BBC o sulla piattaforma SKY.
    Nessuno che lavora per la televisione pensa di dispensare cultura nè di essere un nuovo messia della multimedialità, chi crede questo seguirà solo le orme che segue un certo tipo di pubblico che vede in programmi come “Il grande fratello” una specie di oracolo per risolvere i propri problemi professionali e privati. Questi sono solo programmi televisivi e basta c’è chi li segue e c’è chi preferisce i programmi di Piero Angela o Licia Colò, sono generi di intrattenimewnto e informazione che come tali vanno ideati, trattati e visti.
    Gli autori televisivi ti assicuro siano essi esordienti o affermati già inizialmente prendono una buona retribuzione, ma perchè la Tv viaggia con la pubblicità e altro ancora quindi economicamente il rapporto è diverso, ma questo non significa che un editore di piccole dimensioni debba “campare” sulla pelle di autori esordienti, siano essi giuovani o no. Deve cominciare a pensare ad un marketing che faccia funzionare la sua azienda ovvero faccia delle scelte editoriali precise e un buon lancio promozionale per il suo catalogo, le strade ci sono e se uno sa come far funzionare le idee ogni scrittore della sua scuderia sarà un valore aggiunto e potrà guadagnare con la sua collaborazione dandogli il contributo che merita perchè i progetti e le idee per una casa editrice sono proprio formati da scrittori e dalle loro opere.

  35. Non è ciò che intendevo. Quello a cui facevo riferimento è la mentalità della gente comune, quella che compra i giornali, accende la TV e disdegna le librerie…

  36. Dada says:

    Spero che questa, nel nostro Paese sia una “razza” in via di estinzione e quindi cominciamo a far rinascere il nostro “Rinascimento” culturale. Si faticherà, ma la compagnia dei volenterosi non verrà mai sconfitta dalla stanchezza intellettuale. La mamma dei cretini è sempre incnta? E noi le insegneremo che esiste la pillola.

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