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Editoria italiana: uno sguardo dall’estero


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“Una partecipazione da record”, ha commentato il presidente dell’Aie, Federico Motta, a conclusione della 68ima Fiera del Libro di Francoforte, appuntamento imprescindibile per la compravendita dei diritti editoriali, a cui hanno partecipato 107 editori italiani, ben il doppio rispetto al 2015.

D’altronde l’export è l’unico settore dell’editoria italiana che cresce in modo costante: i dati riportano un +11,7% solo nello scorso anno; dall’inizio del millennio le vendite dei diritti sono cresciute con una media annua del 16,3%, passando dai 1800 titoli del 2001 a quasi 6mila del 2016 (più dell’8% dell’intera produzione di libri).

Gli autori italiani oggi vendono anche in Asia (14,3%), Medio Oriente e America (19,5%), anche se è l’Europa ad assorbire più della metà delle esportazioni, soprattutto Inghilterra (2.169 titoli), Francia (2.115) e Spagna (879).

Ad eccezione della Cina, dove Geronimo Stilton è diventato un vero e proprio caso editoriale, con 6 milioni di copie vendute, a piacere all’estero è soprattutto la narrativa, in particolare, i romanzi che raccontano l’Italia più “caratteristica”.

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Le ambientazioni napoletane della tetralogia de “L’amica geniale” di Elena Ferrante hanno venduto quasi un milione di copie, tra Canada e Stati Uniti, poi ci sono le “True stories of crime and courage” di Roberto Saviano (Penguin 2016) e i legal-thriller in salsa pugliese di Gianrico Carofiglio tradotti in 27 lingue. E ancora, “Atti osceni in luogo privato”, di Marco Missiroli, presentato a Parigi come “promessa dell’arte italiana” e “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati, vera scoperta dell’ultima London Book Fair.

Proprio la partecipazione attiva dell’Italia alle fiere internazionali sembra essere la causa del successo dei nostri autori all’estero: nell’ultimo rapporto sull’import/export di diritti diffuso da Aie, si calcola che gli eventi grandi e piccoli, da Londra a Pechino e Bucarest, abbiano dato un impulso alle vendite ben del 192%.

Non a caso l’associazione degli editori italiani è messa a capo del coordinamento del progetto Aldus, che ha lo scopo di mettere in rete le fiere dei piccoli paesi europei.
“Aldus nasce da Più libri più liberi, la nostra fiera della piccola editoria a Roma”, ha spiegato Motta da Francoforte. “Ci siamo alleati con con Lisbona, Bucarest, Vilnius e Riga, si sono aggiunte in questi mesi Vienna, Anversa e Sofia e molte altre stanno chiedendoci di aderire, da Göteborg a Tirana”.

“L’obiettivo è migliorare, tutti assieme, i modi con cui sosteniamo l’internazionalizzazione dell’editoria europea, in particolare della piccola editoria. L’intenzione è sperimentare nuove formule di coinvolgimento degli editori e allo stesso tempo innovare nei modi in cui le fiere coinvolgono il pubblico dei lettori”.

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Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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