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Salone del Libro: cosa succede tra Milano e Torino


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Dagli avvicendamenti al Consiglio d’Amministrazione, gli arresti e i buchi di bilancio, che il Salone del Libro di Torino non fosse messo bene lo si capiva già prima dell’inizio dell’edizione 2016. A febbraio il presidente dell’associazione degli editori si dimette dalla Fondazione Libro: “Alla luce dei profondi cambiamenti in atto”, scrive Federico Motta, “e preso atto del ruolo progressivamente marginale di Aie in seno al Cda, riteniamo non più indispensabile la nostra presenza”.

Anche se l’Aie non rappresenta tutte le realtà editoriali italiane, ammette il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, “È chiaro che senza editori il Salone sarebbe a rischio”.

E infatti dopo pochi mesi inizia il corteggiamento da parte dell’assessore alla Cultura del Comune di Milano: “Con l’Assessore Del Corno”, dichiara ancora Motta, “c’è stata assoluta coincidenza di intenti sul nostro progetto e abbiamo capito che le Istituzioni milanesi sono assolutamente pronte e disponibili a sostenerci”.

La rottura tra Torino e Milano subisce un’accelerata all’inizio di settembre, quando il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori (con 17 sì, 7 no e 8 astenuti) vota per dare il via al “Progetto Promozione del libro” in società con Fiera Milano.
Viene così fondata La Fabbrica del Libro S.p.A. con il compito di sviluppare attività di promozione del libro a livello nazionale, anche mediante l’organizzazione di eventi fieristici in tutto il territorio nazionale, valorizzando l’intera produzione editoriale.

Si legge nel comunicato stampa: “È stato così compiuto un ulteriore importante passo verso la prima edizione dell’appuntamento fieristico milanese dedicato al libro, la cui squadra organizzativa è già in fase avanzata di messa a punto. Fiera Milano detiene il 51% de La Fabbrica del Libro SpA e ne esprime l’amministratore delegato, nella persona di Solly Cohen. Il 49% appartiene ad Aie, a cui spetta la nomina del presidente, ruolo ricoperto da Renata Gorgani, editore della casa editrice “Il Castoro”.

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A sorpresa viene annunciata anche la data dell’evento milanese, dal 19 al 23 aprile, un mese prima della edizione del Salone del libro di Torino prevista per dal 18 al 22 maggio 2017.

In contemporanea si riuniscono nell’associazione Pro-Torino, anche gli editori dissidenti; circa 130, tra cui nomi importanti come E/o, Sellerio, Minimum fax, Sur, Add, Marcos y Marcos.
Anche qui non mancano, però, le polemiche: “Se l’obiettivo è fare una associazione di cui finora è stato solo detto che è a favore di Torino non è di mio interesse”, dichiarano da Laterza.
“Vanno bene gli appelli e le sottoscrizioni a favore del Salone di Torino, ma non possiamo tralasciare che vi sono stati problemi gestionali che sono stati uno degli strumenti attraverso cui Motta si è fatto forte. Doveva però dirlo prima… Il rischio è che andando a due saloncini ci facciamo profondamente male, perché non teniamo conto che bisogna condividere la battaglia per la lettura e il libro”.

Non riesce a trovare un punto di incontro nemmeno il ministro per i Beni e le attività Culturali, Dario Franceschini, con la sua proposta di lanciare “un unico salone internazionale del libro del sistema Paese. Una grande fiera che unisca contemporaneamente Milano e Torino, con una stessa governance e dunque una stessa società”.

Mentre la Fondazione Libro tace, la risposta della Fabbrica del Libro sembra piuttosto fredda: “Ce l’abbiamo messa veramente tutta per trovare un accordo in linea con quanto ci aveva chiesto il Ministro. Abbiamo costruito un progetto a misura di lettore che potesse dare un senso all’esperienza di Milano e Torino insieme, abbiamo assicurato totale supporto e piena disponibilità. Abbiamo ragionato su una macro area e su eventi di pari livello e dignità ma con format diversi. Non siamo riusciti a trovare l’accordo sperato ma siamo disponibili al confronto e a valutare ulteriori progetti con Torino. Prendiamo atto della rottura del tavolo ma non siamo noi che abbiamo rotto, deve essere chiaro a tutti – precisano. Andiamo avanti da soli”.

L’impressione è che tutto questo abbia davvero poco a che vedere con la promozione del libro e della cultura.

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Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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