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Marketing editoriale: è iniziata la scalata a Youtube


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Amazon ha appena lanciato una nuova piattaforma video, un incrocio tra YouTube e Kindle Direct Publishing, che come sappiamo consente a chiunque di autopubblicare un libro.

Allo stesso modo Amazon Video Direct, permetterà a produttori e registi indipendenti di vendere i propri video ai clienti del servizio Prime e guadagnare una percentuale sulla base delle visualizzazioni ottenute.

La mossa è sembrata azzardata a molti degli analisti di Wall Street, i quali escludono che Amazon possa mai surclassare Youtube e il suo miliardo di visitatori mensili, ma l’interesse del colosso dell’e-commerce per i video è indicativo di quanto questi siano diventati strategici per il marketing e la promozione online.

Ogni social network in circolazione ne ha fatto il proprio contenuto di punta, poiché i numeri dicono che oltre a tenere alta l’attenzione dei visitatori, li rende anche più propensi all’acquisto. Insomma, i video attirano investimenti.

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E non parliamo di semplici video, la tendenza del 2016 vuole che i contenuti siano girati dal vivo e siano sempre più interattivi.

La stessa Amazon, prima del lancio di Video Direct, ha acquistato la piattaforma di streaming di video-game, Twitch Interactive, per 970 milioni di dollari.
Poi, lo sapete, è arrivato Facebook con il Live Straming, che consente ad ogni iscritto di trasmettere, o assistere, ad un evento dal vivo, ma soprattutto di intervenire in tempo reale grazie alle Reaction.
Secondo quanto riportato da Facebook le trasmissioni in diretta attirano 10 volte più commenti dei video regolari, il che contribuisce a spingere un contenuto in cima al news feed.

E non dimentichiamo Snapchat, con le sue clip da 10 secondi, che possono essere caricate e legate insieme per creare un vero e proprio storytelling. Ai video possono essere applicati una serie di filtri per l’animazione e la geolocalizzazione; il fatto che spariscano dopo 24 ore rende gli snapchatter degli spettatori decisamente attivi.

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Alcune delle più importanti testate giornalistiche stanno sperimentano modi diversi di introdurre i video all’interno della propria linea editoriale, soprattutto per attrarre un pubblico più giovane. Non mi sembra remota la possibilità che i prossimi a sfruttarli siano gli editori di libri. Magari nel futuro non sentiremo più soltanto parlare di Youtube stars.

ABOUT THE AUTHOR
Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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