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La rinascita della poesia nel Web 2.0


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Abbiamo da poco celebrato l’immenso William Shakespeare a 400 anni dalla scomparsa, ma c’è da chiedersi se, vivendo ai giorni nostri, il poeta avrebbe avuto una così grande eco. Sì sa, la poesia non vende e rappresenta un rischio che gli editori preferiscono evitare.

Eppure, stando alle cifre rese note da Wattpad, durante l’evento i membri della community hanno dedicato più di due milioni di minuti alla lettura di poesia e condiviso altrettante pubblicazioni nella categoria di genere. Per non parlare poi dei canali YouTube, come Button Poetry, che conta quasi 430.000 abbonati, o l’Accademia dei poeti americani che raggiunge più di 350.000 lettori con l’iniziativa Poem-a-Day.

Voi direte “i soliti americani”, invece no, perché risulta che la percentuale di americani che ha dichiarato di leggere poesia si è praticamente dimezzata negli ultimi 10 anni. Cosa sta succedendo, allora? Questa poesia piace oppure no?

La verità è che, se veicolata attraverso media decisamente più dinamici della carta stampata, la poesia riesce ancora a stimolare un grande interesse. Lo dimostra il fatto che sta nascendo una nuova generazione di poeti, che pubblica i propri versi soprattutto attraverso Instagram e Tumblr, siti che consentono una forte commistione tra testo e immagini, soprattutto un’immediata interazione con il pubblico.

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Formula che ha permesso ad autori come Tyler Knott Gregson – 3° nella categoria della Nielsen top 10 best selling – di raggiungere milioni di fan e appunto scalare le classifiche di vendita. Non è l’unico: come riportava il New York Times, tre dei dieci migliori libri di poesia pubblicati nel 2015 portavano la firma di giovani scrittori del Web; insieme a Gregson, Rupi Kaura e Lang Leav.

Quest’ultima, neozelandese, ha iniziato la pubblicazione di suoi versi su Tumblr nel 2012 e l’anno successivo è riuscita a vendere 10.000 copie, in un mese, della sua prima raccolta autopubblicata.

Si tratta di scrittori che molto probabilmente avrebbero faticato a trovare un editore, se non avessero esordito prima sui social media; magari non sono graditi ai puristi e ai critici lettarari, ma hanno certo il merito di aver rianimato un genere in lento declino.

E in Italia? Chissà che non tocchi a uno tra di voi assumersi il compito di riaccendere l’interesse per la poesia online. Noi non possiamo fare altro che invitarvi a partecipare al forum di Writer’s Dream, dove è attiva una sezione apposita, per pubblicare i vostri versi e farli conoscere al pubblico del Web.

ABOUT THE AUTHOR
Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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