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Oyster chiude, ma l’ebook non è morto


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Ho seguito con attenzione la vicenda Oyster: startup per la vendita di ebook in abbonamento, annunciata sul mercato come la NetFlix dei libri, chiude dopo appena due anni e molti dei suoi dipendenti vengono assunti da Google, cosa che ha dato adito a speculazioni sul possibile interesse del colosso per lo streaming dei contenuti.

Ma perché tutto questo dovrebbe interessarci?
Innanzi tutto perché, paradossalmente, il fallimento ci suggerisce che il mercato degli ebook è più fiorente che mai.

oyster-vs-scribd-eatsleepdigitals Alcuni generi erano diventati così popolari tra gli abbonati di Oyster, come su Scribd, che il loro costo cominciava a superare nettamente il fatturato. Infatti, per ogni libro letto oltre la soglia 10%, autori ed editori ottenevano dalle piattaforme lo stesso guadagno di una vendita completa.

Solo che Scribd, al pari di Amazon, può contare su una rete diretta di creatori di contenuti, mentre Oyster ha ceduto alle condizioni degli editori, che hanno aderito al circuito di abbonamento con un catalogo limitato di libri, senza alcuno sconto sui prezzi.

Secondo idealog.com, questa è l’ennesima dimostrazione di come l’editoria libraria e la vendita al dettaglio non sono più attività autonome, anzi, sono perfino complementari ad altre imprese, e come tali non hanno bisogno di essere redditizie per essere considerate di valore.

“Ciò significa che le entità che cercano di renderle redditizie o, peggio, richiedono loro di essere redditizie per sopravvivere, sono in una situazione di svantaggio competitivo forte”.

Tradotto ancora significa che l’editoria tradizionale sta perdendo terreno rispetto all’editoria indipendente e al self-publishing, perché queste sono molto più orientate a puntare sulla visibilità, che sul guadagno.

Tanto è vero che negli ultimi tre mesi i libri aggiunti a Kindle Unlimited sono stati 127.000, la maggior parte (2 miliardi di pagine lette al mese) provenienti dal programma Kindle Select per autopubblicati, malgrado gli autori vengano pagati in base al numero di pagine lette, con perdite sui guadagni calcolate intorno all’11%; perdite che non potranno essere recuperate grazie alla vendita su altri store, perché Amazon richiede loro l’esclusiva.

Eppure, per ogni libro fuoriuscito da KDP Select, altri quattro sono stati aggiunti. Perché?

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La scelta degli autori non può essere spiegata se non in termini di visibilità: il calo delle royalty viene compensato da una buona posizione in classifica vendite, senza contare che i clienti di Kindle Unlimited leggono più del solito, ma restano riluttanti ad acquistare libri autopubblicati in altro modo.

ABOUT THE AUTHOR
Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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