Blog

La differenza tra EAP e agenzie letterarie


Bogateyshie-neuchi-planetyi

Ho chiesto a Chiara Beretta Mazzotta, agenta letteraria per Punto&Zeta, conduttrice di Libri a Colacioneee! su Radio105 e blogger su BookBlister, di raccontarmi il suo punto di vista sulla differenza tra EAP e le agenzie letterarie. Perché se una sorta di “confusione” tra le due cose è sempre esistita, negli ultimi tempi l’abbiamo vista aumentare, e non di poco. Addirittura, una nostra utente ci ha detto “ci avete informati troppo bene, e ormai non vogliamo più pagare per pubblicare”.
Ma l’argomento non era l’EAP: erano le agenzie letterarie e i servizi che offrono.

Condivido con voi la riflessione di Chiara. Poi, se volete, condividete voi la vostra.

Bisogna distinguere tra chi offre servizi e chi i libri li vende.
I primi mettono a disposizione delle competenze a pagamento. Correggono bozze, si occupano di editing, di traduzioni, valutano un testo – una agenzia editoriale fa questo – oppure rappresentano un autore, gli cercano un editore, si occupano dei contratti, recuperano i crediti, vegliano sulle royalty… questo è il compito di un agente.
Ci sono agenti che non chiedono un euro per leggere i testi (Silvia Meucci, per esempio) perché non forniscono servizi editoriali ma la sola rappresentanza, ci sono agenti che questi servizi invece li garantiscono (Loredana Rotundo) e ci sono agenzie che offrono solo questo pacchetto di competenze e si chiamano appunto editoriali e possono essere esterne all’agenzia letteraria o interne (quindi l’agente possiede un team di editori, redattori, traduttori…)
Costi: se venti euro sono troppe poche (che competenze possiede uno che si fa pagare 20 euro?), seicento per una valutazione a mio avviso sono uno sproposito! La correzione bozze è una spesa inutile (un autore dovrebbe presentare un testo quantomeno dignitoso e sarà poi l’editore a curare il testo nel dettaglio), però ci sono autori che la esigono e quindi la pagano. L’editing dovrebbe competere all’editore ma, ormai, le case editrici prediligono testi già di buon livello. Quindi, in effetti, un editing fatto bene potrebbe essere decisivo. Ma il gioco vale la candela? Spendere mille/duemila/tremila euro per riuscire a pubblicare ha senso? Tenete presente che l’autore guadagna poco, facciamo un euro a copia venduta, ma spesso è molto meno… quanti libri dovrà piazzare per recuperare la spesa affrontata? Questo se tutto va bene, perché esiste pure la possibilità che il testo non arrivi mai a essere pubblicato.
Veniamo all’editore. È il tizio che i libri li sceglie con cura perché dovrà venderli. E se non li venderà, non guadagnerà nulla. È un imprenditore. C’è chi vende macchine, chi vestiti, l’editore ha come oggetto del suo business il libro. Se fai libri che nessuno compra, chiudi! Chi si fa pagare dall’autore (la famosa partecipazione alle spese di stampa) non è un ladro, è una persona che a monte non crede nella propria impresa. Quindi? Lucra sull’autore stesso. Il problema è: avendo guadagnato a priori, perché dovrebbe ammazzarsi di fatica per vendere i libri? Il suo introito lo ha già realizzato. Un editore che invece si fa pagare editing, correzione bozze, copertina, numero ISBN eccetera è invece un furbetto: questi costi l’autore li paga automaticamente accettando di prendere una percentuale sul proprio lavoro. Cioè, delle 14 euro ipotetiche di copertina, l’autore incassa mettiamo un 7 per cento, il resto va all’editore per mandare avanti la baracca, al distributore, al libraio… quindi se paghi all’editore un editing, sappi che lo stai facendo per la seconda volta!
In tutta onestà ritengo difficile per un autore muoversi senza un bravo agente. Però non è obbligatorio averlo. Così come non è obbligatorio un editing, mentre un editor valido che fa una valutazione accurata permettendo all’autore di rimettere mano al suo lavoro può essere prezioso. E un bravo editore capace di scegliere libri di qualità, metterli sul mercato e fare in modo che raggiungano il più alto numero di lettori è invece indispensabile. Perciò se volete fare sul serio, scegliete persone serie.

Related Posts

Lascia un commento

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: