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Speechless… and read it!


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E in questa giornata di pioggia e vento che vi diamo il buongiorno o buonasera cari lettori (c’è il fuso orario da qualche, non facciamo i razzisti e salutiamo tutti!). Avvolta nella mia shock blanket (oh, ci sono fan di Sherlock, qui? Fatevi avanti, bambini, non vi mangiamo!), tremando per il freddo e il sonno, oggi vi parlerò un po’ di Speechless.
Oh, sento già le vostre voci soavi porre la domanda fondamentale (di cui però la risposta non è 42) : what is Speechless?

Il primo numero di Speechless – rivista sull’editoria, sulla scrittura (e, più in generale, talenti di qualunque tipo) appendice del più navigato blog letterario Diario di pensieri persi che il 19 ottobre ha festeggiato i suoi tre anni di vita! – viene pubblicato alla fine di Maggio 2012.

Già dal numero zero, Speechless s’impone (come, personalmente, ho visto poche volte in questo nuovo universo) nel campo delle riviste digitali, sbancando il lunario – puramente numerico, giacché è disponibile gratuitamente online – e avendo riscontri sempre più visibili in ogni parte del web (e in testate giornalistiche nazionali, ricordiamo infatti un articolo in particolare, scritto da Loredana Lipperini ne La Repubblica).

Con il numero uno – e in meno di tre mesi – Speechless totalizza un milione di visite, quadruplicando in maniera precisa il numero zero (mica pizze e fichi, ragazzi!) e diventando in maniera ufficiale una testata giornalistica.

Dopo questa breve introduzione (d’obbligo, because of reason) eccoci qui giunti al numero due, uscito poco più di quindici giorni fa. Partiamo dal colpo d’occhio più evidente: l’immagine di copertina. Vi ricorda qualcosa? Andiamo, fan della Marvel! Inforcate gli occhiali e lasciatevi andare all’urlo disumano che vi sta consumando le viscere.

Sì, quello è il tratto di Simone Bianchi, siore e siori, condito con le illustrazioni stupende di Victoria Frances e una grafica curata nei minimi particolari, amalgamata in maniera perfetta con i contenuti variegati e interessanti che fanno capire la differenza fra una rivista e una rivista professionale.

Come detto poco sopra, Speechless si occupa principalmente di scrittura, editoria ma anche di talenti, e fra le pagine di questo nuovo numero ce ne sono davvero tanti, a partire dalle interviste a Vicki Satlow (che di talenti, ne ha scoperti parecchi), agli stessi Simone Bianchi e Victoria Frances, passando da Maurizio Bettini e Elisabetta Chicco Vitzizzai fino ad arrivare a Rebecca Coleman (e a tantissimi altri artisti!).

Si parla di libri in uscita, di libri già editi e di grandi della letturatura come Charles Dickens a Arthur Conan Doyle (di cui Speechless ci omaggia di un bellissimo racconto totalmente inedito!), ma si parla anche di musica, di cinema e serie tv, culminando con un articolo approfondito sullo sceneggiatore/animatore/regista/produttore Hayao Miyazaki (che io personalmente amo moltissimo) lasciandoci, inoltre, tanti racconti scelti dalla redazione da poter leggere.

Quando si arriva alla fine, ci si sente un po’ come quando, dopo ore e ore di chiacchiere fra amici, ci si rende conto di dover andare via ed è un po’ traumatico dover chiudere quella che, a tutti gli effetti, è una rivista specializzata un po’ in tutto (ben sapendo che si dovrà aspettare qualche mese per poter avere a “portata d’occhi” una nuova uscita).

Speechless è al terzo numero e ha già sfondato così tanti muri precocenttuali su questa realtà – a partire dal fatto che, ormai, i nuovi progetti “lasciano il tempo che trovano” – che io mi sento di dare pieno consenso a un giornale che, non solo ha dimostrato di poter imporsi e far parlare di sé semplicemente mettendoci cuore e professionalità, ma che si prospetta ogni numero più particolare e interessante.

Nel frattempo, aspettando Speechless tre, vi lascio con il trailer del due e I fuochi di Samhain – storie di streghe, una raccolta di raccolti per Halloween curata proprio da Speechless, resa pubblica qualche giorno fa.

Per il resto, che altro si può dire a parte Speechless… and read it!

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