Qualche giorno fa è apparso su La voce dei librai – uno dei blog di Ultima Books – un post a firma di Ciccio Rigoli che racconta due vicende alquanto… Surreali.

La prima riguarda l’acquisto sventurato di un eBook di Bompiani, L’inverno del nostro scontento di Steinbeck. La sfortunata lettrice, trovato l’eBook colmo di refusi, scrive una lettera aperta alla direttrice editoriale di Bompiani, che vale decisamente la pena leggere. Ne riporto uno stralcio:

In questo caso si tratta di accenti (cercò invece di cerco, li invece di ), parole incomprensibili (Fiu invece di Piùsfamo invece di siamo) un misterioso ri. chiuse.
Insomma sono andata a vedere l’edizione cartacea (Tascabili Bompiani 2011) dove ho ritrovato esattamente gli stessi errori.
A questo punto (i bibliotecari son tipi pignolini) negli scaffali di casa mia ho trovato una bella edizione Oscar Mondadori di mio marito (che ovviamente se la ride). Senza errori ma con alcune particolarità: quello che nel 2011 è un cercò accentato nel  1966 era un cerco con la o con una sbavatura tipografica, il misterioso ri. chiuse deriva da un richiuse con la lineetta  dopo la prima sillaba che segnala l’andare a capo.

La seconda (dis)avventura è capitata proprio ai librai di Ultima Books, che hanno segnalato a una grossa casa editrice un problema relativo a un loro eBook che costava 3,90€ e presentava una gran quantità di refusi. La risposta dell’editore lascia senza parole. Anche in questo caso, ne riporto una parte (l’originale completa la trovate nel post di Ciccio Rigoli già linkato in apertura):

Ciao, il testo non può essere per ora migliorato in tempi brevi, in quanto andrebbe scansionato da cartaceo e passato da una correzione di bozze; ci sono quindi due possibilità:
– il cliente viene rimborsato (che comunque per quella cifra non si può aspettare troppo… anche se naturalmente tentiamo sempre di fare il meglio).

Una replica che lascia ben intuire la considerazione e il rispetto che ha quest’editore – ma fosse l’unico sarebbe, come si suol dire dalle mie parti, un ballo di carnevale – nei confronti degli acquirenti e dei lettori: pari a zero. Il fatto che l’eBook costi poco autorizza l’editore a fregarsene della qualità? Se si vuol fare un ragionamento del genere che l’eBook lo si metta gratuito: sebbene la presenza di refusi, errori e problemi rimanga una grandissima mancanza di rispetto, perlomeno non si aggiunge la beffa al danno (pagare per avere un prodotto di pessima qualità).

Purtroppo non ci è dato sapere il nome dell’editore in questione: se sapessi chi è mi guarderei bene dall’acquistare qualsiasi libro da lui edito, sia in eBook che in cartaceo. Non vedo perché dovrei dare i miei soldi a qualcuno che di me non ha la minima considerazione.

Perciò condivido in pieno la conclusione di Rigoli: “Se fate gli ebook come si deve va bene, se non li fate proprio va bene lo stesso, se li fate così così fate del male a voi stessi che perdete credibilità, a chi ha comprato il libro che si sente derubato, a chi lo vende perché deve giustificare colpe non sue.”