Lara Manni, Loredana Lipperini e la Fondazione Elia Spallanzani
Avevo deciso di non occuparmi della questione. Poi mi hanno fatta irritare. Perché da ieri il WD ha subito una piccola invasione della flottiglia della Fondazione Elia Spallanzani che, sotto diversi nomi, si è sentita in dovere di lasciare commenti che non c’entrano una mazza in coda a questo articolo.
Qual è la pietra dello scandalo? La questione parte alcuni mesi fa, quando Serino, su Satisfiction, annuncia che Loredana Lipperini – giornalista di Repubblica e scrittrice socialmente impegnata – è in realtà Lara Manni, una scrittrice di fanfiction che è stata pubblicata da Feltrinelli in seguito al successo ottenuto nel fandom con le sue fanfiction. Serino asserisce nel suo articolo che Loredana Lipperini recensiva sé stessa. Ora, il bollino SIAE riportato su Esbat porta scritto “Lipperini Lor”, facendo esplodere – moderatamente – la rete. Delle fantomatiche recensioni però non v’è traccia: Lipperini non ha mai recensito Lara Manni, e se chicchessia ha le prove del contrario prego, le tiri fuori. Ho cercato personalmente il materiale in questione, e non esiste.
Qual è, dunque, il problema? Una scrittrice famosa ha utilizzato uno pseudonimo per pubblicare una trilogia fantasy.
Alcuni dichiarano di sentirsi “traditi” dal fatto che Lara fosse molto presente in rete e parlasse di onestà, trasparenza e chiarezza, cose che a parer loro sono mancate con questa “scoperta”. Ma per come la vedo io le cose sono diverse. Esaminiamole:
1) Se davvero Lara e Loredana sono la stessa persona significa che Lipperini ha lasciato da parte il suo nome per pubblicare in totale anonimato, rinunciando però ai benefici che il suo nome comportava. Se come Lara, esordiente assoluta e sconosciuta che per di più non ha mai fatto presentazioni, aveva solo la possibilità di farsi conoscere come nuova leva che aveva attirato l’attenzione di un grande editore, come Loredana avrebbe avuto la possibilità di sfruttare il suo nome con un procedimento automatico: una giornalista conosciuta che scrive una trilogia fantasy avrebbe ottenuto un’attenzione mediatica decisamente maggiore. Quindi, se Loredana fosse Lara, significherebbe che ha rinunciato alla propria notorietà in favore di un’esordio normalissimo.
2) Loredana Lipperini è una giornalista che conduce un blog molto conosciuto. Ogni giorno pubblica un articolo, risponde ai numerosi commenti che le arrivano; è impegnata in incontri, conferenze e iniziative legate all’ambito della questione femminile, dove è impegnata da anni; scrive e pubblica libri sull’argomento, e conduce un programma radiofonico. Ha inoltre due figli e una famiglia. Se Loredana è Lara, ha trovato il tempo di scrivere fanfiction su manga giapponesi, di farsi conoscere e apprezzare dal fandom in completo anonimato – Lara Manni era conosciuta e apprezzata come fanwriter – e ha convinto i fan, prima di qualsiasi editore. Inoltre, ha portato avanti un altro blog conosciuto e molto popolato, il proprio blog come autrice, che aggiornava quotidianamente come quello “ufficiale” di Loredana.
3) L’editore sapeva che dietro Rosencrantz – il nickname su EFP – c’era Loredana Lipperini? Non lo possiamo sapere, ma vedendo che Virginia de Winter alias Savannah (fanwriter conosciuta e apprezzata nel fandom) è stata contattata dal suo editore, Fazi, tramite EFP non lo escludo. Anzi.
Detto ciò. Io intrattenevo rapporti sia con Loredana che con Lara, ho letto sia i libri di Loredana che – non tutti – quelli di Lara. Personalmente non mi sento tradita né come conoscente o amica né come lettrice. Personalmente, considero l’uso dello pseudonimo legittimo e non lo trovo un tradimento o una mancanza di coerenza con quanto detto sia dall’una che dall’altra nel corso degli anni: uno pseudonimo, anche se portato avanti come una persona vera e reale, è uno strumento utilizzato da sempre dagli autori.
In ogni caso, a prescindere da tutto ciò, c’è un altro motivo per cui non mi interessa chi ci sia dietro Lara Manni: a me interessano i libri. L’autore è una persona con cui posso o non posso interagire, quindi i lettori non hanno NESSUN motivo di sentirsi traditi. Chi ha conosciuto Lara potrà sentirsi più o meno coinvolto, sono questioni e reazioni personali. Ma non c’entrano niente con il libro.
Però.
Da mesi la Fondazione Elia Spallanzani si è prodigata invece moltissimo per far sì che questa storia “venisse a galla”. Dal 17 marzo ci sono ben 13 articoli, sul loro blog, a tema “Lara Manni”. Ma non ci si ferma qui: i membri della fondazione arrivano in massa o singolarmente ovunque siano citate Lara Manni o Loredana Lipperini. Blog, forum, siti web; raccogliere i link sarebbe un lavoraccio immane che, francamente, non mi va di fare. Solo due esempi, oltre all’arrivo sul blog del WD di ieri – commenti che ieri ho cancellato: la recensione di Tanit sulla Stamberga dei Lettori e il post sul blog della Zitella Felice. Seguendo invece la discussione su aNobii invece leggerete che gli Spallanzani si chiedono costantemente “perché nessuno parla della vicenda? Perché forum e blog sulle fanfiction non ne parlano?” lamentando altresì che sul forum di EFP la discussione è stata chiusa e i moderatori non vogliono riaprirla.
Io mi chiedo: qual è l’interesse della Fondazione nei confronti di Loredana/Lara? Perché questo desiderio di gettare fango – fango, non luce, perché chi vuol fare chiarezza non si comporta in questa maniera intervenendo ovunque con toni inquisitori e da “voi dovete parlarne, altrimenti fate censura”?
Non comprendo, francamente, l’accanimento degli Spallanzani per la questione. Appurato che recensioni a sé stessa, se di sé stessa dovesse trattarsi, Loredana Lipperini non ne ha mai fatte, qual è il problema da loro individuato?
Su aNobii la Fondazione ventilava l’ipotesi di “recensioni di scambio”:
E’ ovvio che la Lippa non abbia recensito direttamente la Manni, ma ci sono le triangolazioni recensorie, cioè l’autrice A loda l’autrice B che loda l’autrice C che a sua volta loda l’autrice A. Fanno così per scambiarsi recensioni positive senza dare l’impressione di leccarsi direttamente a vicenda. Solo che nel caso della Lippa il triangolo si riduce a una linea perchè lei è allo stesso tempo A e B.
Su mia osservazione del fatto che recensioni di scambio non ne ho mai viste ma che si tratta di un fenomeno diffuso le repliche sono state queste:
2) il fatto che molti autori pratichino la recensione trinagolare non giustifica nessuno. [...] L’incensamento reciproco è un fenomeno molto diffuso e ne abbiamo parlato anche in altri casi, e lo faremo ancora.
Magari mi ero distratta o non seguo i forum e i blog giusti, ma non mi pare di avere mai visto gli Spallanzani rincorrere altri autori per dichiarare “voi fate recensioni di scambio”. Nel loro blog magari ne hanno parlato – non ho controllato, né mi interessa farlo, non ho intenzione di perdere ore a leggermi articoli che non mi interessano – ma sicuramente non sono intervenuti massicciamente e non si sono prodigati con la stessa forza perché questi affaire uscissero allo scoperto. Questioni che, almeno secondo il mio modesto parere, sono ben più gravi di qualsivoglia pseudonimo o di “tradimenti dei propri principi”. Se anche fosse, chissenefrega, la coscienza di una persona è sua. Non è collettiva. E dato che non ha commesso reati, né compromesso la vita o gli affari di nessuno, direi che la rilevanza pubblica della vicenda è pari più o meno a… Fatemi pensare, zero?
Una nota sicuramente interessante è che la Fondazione Elia Spallanzani è stata bannata dal blog di Loredana Lipperini per la questione del rogo dei libri, a fine gennaio 2011. Alla vicenda la fondazione rispose con una burla, inserendo tra gli autori censurati un autore inesistente.
Detto ciò, concludo. Non mi interessa assolutamente NIENTE della vicenda, che per quanto mi riguarda ha valore letterario, editoriale e pubblico pressocché nullo. Non individuo alcun comportamento illecito, scorretto o qualificabile come marciume dell’editorianella questione, e pertanto non avevo la minima intenzione di occuparmene per Writer’s Dream. Quello che mi ha spinto a intervenire è l’inqualificabile – quello sì – atteggiamento dei membri della Fondazione Elia Spallanzani, che pretendono di arrivare in casa altrui, puntare i piedi e parlare e far parlare di quello che vogliono loro.
Ecco, ragazzi, volevate se ne parlasse? Eccovi accontentati. Per come la penso io la pecora nera nella questione non è Lipperini, non è Manni, non è Fazi o Feltrinelli o la SIAE con la sua disattenzione o quel che è per i bollini: siete voi e le vostre campagne nei confronti delle persone, manco si fossero macchiate di reati inconfessabili. Come già qualcun altro prima di voi, siete persone non gradite in questo blog e in qualsiasi altro spazio di mia proprietà. Pertanto, vostri commenti o commenti fake verranno cancellati.
Per tutti gli altri, l’invito è a non insultare nemmeno velatamente chicchessia, perché qui la discussione è ben gradita ma la mancanza di rispetto non è tollerata. In alcun modo.


















