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Deinos: La Razziatrice, di Gianluca Santini – Recensione #TrUr


Deinos

In teoria questa recensione era già stata scritta, in pratica qualche entità cibernetica ha deciso che non doveva esistere quell’insieme di parole sotto al nome “recensione del racconto La Razziatrice” e quindi la riscrivo alla faccia delle entità cibernetiche e lo faccio avendo anche la febbre.

Iniziamo: una delle cose divertenti di Deinos sono i vari cambi di punto di vista nei confronti dell’apocalisse-saura (si può dire così?).
Abbiamo avuto una prospettiva da soldati, anche se improvvisati.
Ne abbiamo avuta una dal punto di vista di due ragazzi ingegnosi ma poco fortunati.
Ne abbiamo avuta una culinaria.
Ora, con questo racconto, ne è arrivata una cinica e crudele (per alcuni): la protagonista del racconto è, come si può intuire dal titolo, una razziatrice.
Uno sciacallo che non guarda in faccia nessuno pur di sopravvivere, che importa dell’umanità? Che importa di valori comunitari, basati sull’aiuto reciproco, quando depredando e razziando è più semplice sopravvivere?
Quindi, perché non usare un altro razziatore come esca per dei velociraptor, così da liberarsene e poterne depredare le scorte? Perché tenere in vita qualcuno che ti ha salvato la vita, quando ammazzandolo puoi recuperare la sua arma, con la quale falciare qualunque sauro ti si metta davanti?

E se incontri il tuo vecchio capo, uno stronzo egoista, perché non sorridere alla buona sorte?

Ho fatto tante domande me ne rendo conto*, però è proprio così che vedo questo racconto: l’insieme di tutte le risposte a quelle domande, una visione diversa dell’apocalisse dove non ci sono eroi o anti eroi, solo una tizia che ha deciso di sopravvivere e di farlo senza compromessi, nemmeno di fronte all’Apocalisse.
E tra le strade che poteva intraprendere ha scelto quella che per tutta la vita gli è stato detto essere quella vincente: al Diavolo tutti e pensa a te stessa, finché cercherai di arraffare tutto il prendibile, finché sarai in grado di avere tutto quello che vuoi prendendolo anche a costo di fare del male, allora sarai una vincente.
Amore? Che te ne fai?
Compassione? E a che serve quando un velociraptor ti insegue?
Empatia? Utile se si è dei masochisti.

E quindi, che fare? Fuggire, armarsi, aspettare: che siano gli altri a fare gli eroi, che siano gli altri a morire.
E se tutto questo portasse alla morte invece che alla sopravvivenza? Che così sia, intanto sino ad allora, penso che la nostra razziatrice risponderebbe solamente con un “Mors tua, vita mea” per poi spararci un colpo in fronte.
Si è capito, vero, che il racconto mi è piaciuto?

– – – – – – – – – –
*Tra l’altro, tutte ste domande non dovrebbero incuriosire un po’? Forza, scaricate l’eBook e leggetelo, non perdete tempo che i Raptor sono già sotto casa vostra, approfittatene finché sono impegnati a mangiare i vostri vicini.

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Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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