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SIAE e trailer a pagamento


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Inizialmente ero quasi convinta si trattasse della solita bufala, anche se a diffondere la notizia erano Delos e Horror.it; poi è arrivata la conferma del fatto che Silvio Sosio, responsabile di Fantascienza.com aveva ricevuto una telefonata da un impiegato della SIAE; infine, la notizia ufficiale, data dalla direttrice dell’Ufficio Multimedialità della SIAE, Stefania Ercolani.

PI: Si applica anche ai casi in cui un trailer non è caricato sui server del sito ma semplicemente embeddato da YouTube (considerate, insomma, una violazione di diritto d’autore anche indicare il video contenuto su un’altra piattaforma)?
SE: Le modalità tecnologiche di comunicazione dei contenuti audiovisivi sono indifferenti. Per quanto riguarda la responsabilità per diritto d’autore risulta indifferente se ciò avviene attraverso embedding o inserimento nel sito o se il sito ospita direttamente il video nella propria banca dati. Questa responsabilità sussiste per ogni comunicazione di opere musicali, sia nell’ambito di un trailer embeddato sia in video caricato dagli utenti oppure mediante ritrasmissione attraverso il sito da una qualsiasi fonte esterna.

Dunque non sono coinvolti solo i siti che hanno nel proprio database i video, ma anche chi li embedda da YouTube – che paga già la licenza alla SIAE, senza contare che chi realizza i trailer paga già i diritti d’autore – è soggetto al pagamento della licenza. Inoltre, cosa che lascia sconcertati, è il fatto che questa licenza sia retroattiva:

Abbiamo quindi condotto un monitoraggio dei principali siti di movie magazine e simili e, in base alla documentazione specifica che abbiamo acquisito, sono state inviate lettere invitando i titolari di questi siti a sottoscrivere la licenza, regolarizzando così la loro posizione. Nell’invito sono anche fornite tutte le informazioni necessarie e, ove richiesto, ci sono stati incontri per una migliore comprensione delle singole situazioni.
Resta il fatto che gli utilizzi documentati devono essere compensati per l’anno in corso. Se poi i siti lo riterranno, potranno sottrarsi dall’obbligo rimuovendo i contenuti con musica a partire dall’anno prossimo. Il nostro invito rappresenta anche l’occasione per evitare le sanzioni di legge, poiché la licenza deve essere chiesta preventivamente e non successivamente all’uso della musica.

 

E come si dovrebbe fare a richiedere una licenza di cui non è stata resa pubblica alcuna regolamentazione sino agli ultimi giorni? Anche su Digital.it  si parla della questione, sollevando altri interrogativi, come per esempio cosa succederà ai video condivisi sui social network? Sono soggetti anch’essi al pagamento di licenza? E come sarà possibile individuarli, quando i profili sono privati e non accessibili a estranei?

Edizioni Scudo fa notare un’altra cosa interessante, che solleverà sicuramente ulteriore confusione: secondo l’articolo sul diritto d’autore, si possono citare e riprodurre liberamente parti dell’opera “qualora siano effettuati per uso di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica entro i limiti giustificati da tali fini e purchè non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera citata o riprodotta.”

La questione appare assai confusa e poco chiara, e si spera che nei prossimi giorni venga fatta chiarezza sull’argomento, che rischia di dare una brusca frenata alla condivisione nel web 2.0.

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1 Comment
  • Reply

    Personalmente la notizia, letta inizialmente su Punto-Informatico, mi lascia molto ma molto perplesso (e un tantino adirato…).
    Davvero. Non capisco quale sia il fine recondito di una mossa simile da parte della SIAE se, obbiettivamente, tutelare il diritto d’autore degli artisti o cercare di arraffare soldi grazie alle nuove tecnologie o, appunto come si va a insinuare, cercare di frenare la condivisione nel web.
    Mi domando quando verrà il giorno in cui non si potrà nemmeno fischiettare un motivetto sotto la doccia…

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