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Legge Levi: le reazioni dei Lettori


sciopero

In un precedente articolo abbiamo parlato della prima (sperando ovviamente che non sia l’ultima) manovra di Amazon per aggirare la Legge Levi, oggi vi parliamo delle reazioni dei lettori di fronte alla limitazione degli sconti o meglio, delle idee che stanno nascendo per combattere la legge Anti-Amazon e ritornare ad avere i nostri sconti (o, ancor meglio, portare a una maggior regolamentazione sul prezzo base dei libri, poiché il problema alla base è quello e non l’entità degli sconti effettuati dalle librerie).

Come per decine di attività simili, i “gruppi di resistenza” si sono organizzati principalmente su Facebook (se ne dica quel che si vuole ma attualmente è il mezzo più pratico per raggiungere un gran numero di persone in brevissimo tempo, che poi le attività organizzate funzionino o meno e tutta un’altra storia…) e in questo caso specifico, anche sul social network dei libri, il buggatissimo aNobii.

Principalmente la reazione più diffusa e la richiesta più avanzata dai lettori ai loro simili (eh sì, noi lettori siamo una specie a parte) è quella di scioperare, almeno per un anno, dall’acquistare libri (soprattutto di quegli editori che hanno favorito la Legge Levi) o comunque di rivolgersi principalmente al mercato dell’usato, così che tra un anno sia palese che no, l’Italia dei Lettori non ha accettato questa legge e che se si vuole avere nuovamente un mercato del libro (nuovo) in vita, allora la legge deve sparire o il prezzo dei libri si deve drasticamente abbassare (oggi giorno le uniche vere spese per quel che concerne testi esteri corrispondono all’acquisto dei diritti e al pagamento di buoni traduttori, ma ciò non giustifica edizioni hardcover di nemmeno 200 pagine vendute a 20€ soprattutto quando si parla di opere italiane che non necessitano delle spese citate prima) e solo allora i Lettori torneranno a rivolgersi all’acquisto delle nuove uscite in maniera proficua (sia per i Venditori che per i Consumatori).

I gruppi “centrali” di questo movimento anti-Legge Levi li potete trovare in questo piccolo pseudo-indice, i link che rimandano a discussioni su aNobii potrebbero (per alcuni topic) non funzionare se non siete iscritti:

Sul gruppo “Sconti e Offerte Speciali” su aNobii tra le varie discussioni nate (La pacchia sta finendo, alcuni interventi su AMAZON IT: -40% minimo!) è stato aperto il topic Sciopero degli acquisti (e non solo) che già da solo fornisce un buon indice dei gruppi su Facebook che si stanno occupando attivamente (contattando librerie e shop online, facendo da punto di ritrovo generale per moltissimi lettori) di “gestire” lo sciopero, su facebook abbiamo il gruppo “L’angolo dei lettori” la pagina “Sconto del 15% sui libri? No, Grazie. Voglio di più.” e l’evento correlato “SCIOPERO DEGLI ACQUISTI – Protesta contro la Legge Levi“.

Voi cosa farete? Sciopererete? Acquisterete soltanto quei pochi libri di editori/autori cui siete particolarmente affezionati? Tratterete la questione della Legge Levi in maniera più zen comprando direttamente dagli editori (come quelli che permetto di acquistare direttamente dai propri siti) ai quali è permesso uno sconto maggiore anche se limitato nel tempo?


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Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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19 Comments
  • Reply

    I’m very pleased to find out that there’s still
    some good content left on the internet. I’m so fed up with google sending me garbage.

  • Giovanni
    Reply

    La legge favoriscein modo sfacciato i grandi editori, gli unici che hanno la possibilità di fare promozioni con il 25% di sconto (i piccoli editori coi volumi di vendita che hanno dove vanno se fanno sconti così? Tanto nessuno se ne accorge) e tutti con le loro brave librerie online. Io mi sono comprato un ebook reader, compro classici a 2 euro, e a fine agosto ho fatto il pieno di libri al 35 – 40%. Vero che in altri paesi il mercato è regolamentato, ma c’è evidentemente una vera concorrenza tra editori e certamente maggiore efficienza produttiva/distributiva, così che il prezzo di copertina di un libro rilegato è 4 o 5 euro minore che in Italia.
    Per lo sciopero non so, mi sembra poco, certo coi pochi lettori che ci sono in Italia sperare in un referendum che superi la soglia del 5o% è follia

  • visionnaire
    Reply

    Tuttavia io il fantomatico usato di Amazon non lo trovo. Ho fatto qualche ricerca con titoli piuttosto famosi ma non ho trovato niente.

  • Reply

    Io temo che scioperare non serva. In Italia si legge poco, le librerie campano perché c’è gente che ogni tanto si compra la biografia del vip del momento e il romanzo da cui hanno tratto l’ultimo successo al cinema. E questi libri si trovano tutti nelle varie Mondadori&co. Anche perché gli italiani sono ancora molto scettici sugli acquisti online, c’è chi non si fida a mettere i proprio dati su internet e chi semplicemente non ha voglia di perderci tempo.
    Ergo, di clienti italiani di Amazon ce ne sono ancora troppo pochi. Se anche scioperassero tutti (cosa poco probabile, dato che in qualunque sciopero c’è qualcuno che si tira indietro), non credo che sarebbero abbastanza per fare scalpore.

    Io comunque ho approfittato come tanti dei super sconti di Amazon prima dell’entrata in vigore della legge. Ora per un po’ non effettuerò acquisti, poi forse mi butterò sull’usato. :)

  • Reply

    Sì, ho presente quello che han fatto (e stanno facendo) le case discografiche ed è un’altra cosa che non capisco!

  • Doxaliber
    Reply

    @Andrea, hai presente la fine che hanno fatto le case discografiche?
    Vendono gli ebook al prezzo di un libro, protetto da DRM e lo Stato ci mette pure l’IVA al 20%? Peggio per loro. Ci sono tanti ebook gratuiti (e legali) in giro per il web. Vorrà dire che mi butterò sui classici senza copyright e sugli autori esordienti che offrono il loro ebook gratuitamente.

  • Reply

    Secondo me un lettore di ebook non è la soluzione, questa legge non agevola l’acquisto di ebook, vale anche per gli ebook e per qualsiasi forma in cui un testo può essere propagato.

    Senza considerare il fattore prezzo degli ebook che non capisco perché vengano catalogati come software e quindi con un’IVA al 30%. Mah!

  • pastos
    Reply

    1)Ho approfittato dell’offerta di amazon
    2)D’ora in poi comprerò solo on-line (cosi per fare un dispetto)
    3)Appena possibile mi comprerò un lettore di ebook.
    4)Firmerò tutte le petizioni possibili per farla cancellare
    5)Twitterò tutti le notizie in merito

  • Reply

    Ottima reazione! ^__^

  • Visionnaire
    Reply

    La mia reazione è stata acquistare un ereader. :)

  • Reply

    Solo Amazon, Simplicissimus e altri venditori online, solo ebook, e mercatini dell’usato. : )
    Poi, se un ebook ha un prezzo che giudico eccessivo, lo recupero attraverso altri canali. E’ giusto che i lettori siano onesti verso gli autori e che paghino per un buon libro, ma far pagare un file 15 euro è da ladri e da retrogradi.

  • Reply

    Un altro piccolo pensiero! :)

    Secondo me questa legge è ingiusta, credo di averlo già detto, per diversi motivi che spiccano sugli altri e scaturiti da considerazioni personali:

    1) Hanno interpellato tutti (o quasi) durante la scrittura del testo e prima di approvarlo tranne che i diretti interessati ovvero i lettori.
    2) Non colpisce chi si reca in libreria o fa acquisti una volta l’anno, da questo punto di vista non cambia niente, ma chi (come, ad esempio) compra dieci libri al mese e approfitta degli sconti magari per scoprire nuovi autori.
    3) Limitare gli sconti va contro ogni legge di mercato, è la prima cosa che si fa per “acchiappare” clienti e indirizzarli verso un determinato prodotto.
    4) Limitare gli sconti non si applica agli ultimi arrivi in libreria – non ho mai trovato un best seller scontato – ma a quei libri un po’ più “datati”…perché pagare a prezzo pieno un libro di venti anni fa? (Il discorso è analogo alla musica, ad esempio, ma non approfondisco per non andare fuori argomento).

  • Reply

    le librerie (che poi è un po’ generico visto che vanno da quelle Feltrinelli-Mondadori al piccolo negozio di quartiere) non sono il nemico, anche se ne beneficiano (fino a un certo punto).
    Non si penserà seriamente che una lobby potente tanto da fare approvare una legge così, sia portata avanti dal negozietto?

    Un mondo dove si comprano i libri (leggasi cultura o contro-cultura) solo da un megastore online (o due-tre non cambia il succo) è quanto di più vicino all’anticamera del Grande Fratello.

    Questo per dire che punire le piccole librerie per combattere la legge è come liberarsi di un brufolo con la mannaia (come del resto non è con questa legge che si salvano le librerie).

  • Reply

    Continuerò a comprare libri nei negozi online come ho sempre fatto, evitando le librerie che sono le beneficiarie della legge.

  • Reply

    Nox: concordo con te, servirebbe qualcosa di più aggressivo del solo sciopero (che per funzionare dovrebbe durare l’intero anno e dovrebbe essere applicato da un numero tale di lettori da poter scalfire realmente gli introiti degli editori) ed è anche vero che ancora nello schema non è stato inserito l’impatto che avranno gli eBook sul lungo andare.
    Andrea: Più che da chi vive fuori dal mondo è una legge fatta per favorire un microcosmo che funziona già male di suo, cercando soluzioni ai problemi errati.
    Skeight: come ho accennato nell’articolo il problema in sé non è la limitazione degli sconti quanto il prezzo base dei libri, gli editori del gruppo I Mulini a Vento citano (più o meno giustamente) il comportamento che hanno gli altri paesi in merito agli sconti, dicendo che qui da noi non siamo regolamentati, questo però senza specificare che qui in Italia un libro arriva a costare anche il triplo del prezzo estero, in pratica gli sconti più normali (dal 10% al 25% diciamo) più che “deprezzare” il libro tendono a riportarlo a prezzi accettabili, quindi di per sé la legge non è “errata” ma non fornisce una reale soluzione, anzi tende solo ad aggravare la situazione.
    Inoltre sulla questione di “leale concorrenza” non sono d’accordo, prendi per esempio tutti quegli editori che sono anche distributori dei propri prodotti e che non necessitano di affidarsi ad altri store (vedi Mondadori, Feltrinelli… etc.) risultano avvantaggiati, potendo offrire (seppure per un periodo limitato di tempo) i propri libri con uno sconto maggiore (per gli editori lo sconto massimo è del 25% per non più di un mese) rispetto allo sconto che possono offrire gli altri distributori, danneggiando così Amazon & Co. e tutti quegli editori che non possono permettersi d’essere distributori di se stessi e devono affidarsi a terzi.

  • Reply

    Continuerò a comprare i libri esattamente come prima: oculatamente, scegliendo con calma prima di decidere quale acquistare, privilegiando (in caso di dubbio tra più acquisti, visto che il budget non è infinito) i titoli di case editrici medio-piccole, indipendenti dai grandi gruppi.
    Sinceramente non vedo cosa ci sia di così scandaloso, in questa legge: regolamentare gli sconti è un buon modo per favorire la concorrenza leale tra grandi e piccoli attori nell’editoria. L’unica modifica che farei sarebbe inserire la possibilità per le biblioteche di comprare i libri a prezzi di favore, visto che senza di esse non sarebbe possibile nessuna politica di promozione della lettura (politiche che in questo paese latitano, e che invece sarebbero fondamentali anche per aumentare un po’ il numero dei lettori e delle vendite… quello sì che sarebbe necessario, altro che sconti!)

  • Reply

    Come autore, invece, la legge è una fucilata agli epididimi, dato il prezzo del mio libro.

  • Reply

    Azioni più aggressive come mercatini dell’usato basati sui social network, book crossing e catene di lettura sarebbero più efficaci.

    Comunque è solo una questione di tempo, prima che l’ebook cambi radicalmente il mercato (anche dal punto di vista del prezzo su cui, fino ad oggi, non ha avuto ancora effetto).

    Personalmente la questione degli sconti dà fastidio, ma non cambierà nulla sul mio modo d’acquisto. Quando decido di comprare un libro poca differenza mi fa se costa 18, 15 o 12, con la differenza non mi ci viene nemmeno una pizza.

    Quello che grida vendetta al cielo è il prezzo degli ebook.

  • Reply

    Sì, desisterò dall’acquistare libri per un bel po’ di tempo infatti ho approfittato dei mega-sconti del mese di Agosto per fare una bella scorta e stare coperto per un lungo periodo di tempo.

    Considero questa legge una vera e propria sciocchezza perché non solo va a toccare i lettori ma anche le biblioteche e tutti gli enti che nel loro bilancio avevano una voce riguardante l’acquisto dei libri.

    E’ una legge fatta da chi vive fuori dal mondo!

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