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Impaginazione: alcuni consigli


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Se è vero che anche l’occhio vuole la sua parte, è altrettanto vero che nel momento in cui vogliamo autopubblicare il nostro romanzo, questo debba essere il più possibile piacevole per l’occhio e agevole per la lettura.

Tutto sta a gestire bene pochi parametri: pagina, margini e caratteri.

Innanzitutto teniamo presente che il print on demand a cui ci rivolgiamo potrebbe avere degli standard o delle richieste particolari, quindi prima di tutto informiamoci presso di loro su quali siano i requisiti per l’impaginazione o meglio ancora, se forniscono un modello già impaginato, atteniamoci a quello.

Il punto principale di cui tenere conto è la dimensione della pagina. Nella maggioranza dei casi i POD stampano in formato A5 (15x21cm). Convertire il foglio in questa dimensione è questione di pochi click. Ad esempio da Word 2007 basta andare alla scheda “Layout di Pagina” > “Dimensioni”.

Nella stessa scheda troverete anche l’opzione “Margini” che vi permetterà di regolare lo spazio attorno al foglio. Se non specificato diversamente, per evitare problemi di sorta la dimensione ottimale è quella predefinita: 2 cm a destra e sinistra, 2,5 cm il superiore e 2 cm l’inferiore.

Un’altra cosa da definire è l’interlinea, che per un formato A5 è meglio singola (l’interlinea 1,5 va bene per le cartelle in A4 ma in una pagina così piccola renderebbe la lettura fastidiosa), facendo attenzione che non ci sia spaziatura tra i paragrafi (settate il valore a 0) in modo che la distanza tra le righe sia sempre uguale.

Un tocco in più, che dà un aspetto più professionale, è quello di inserire il rientro della prima riga di ciascun paragrafo, attenzione però, questo non va fatto premendo lo spazio o con il tasto tab, ma utilizzando l’apposito comando dal menu “Paragrafo” alla voce Rientri > Speciale > Prima riga, impostando un valore a vostro piacimento (già 0,5 cm è sufficiente).

Per quanto riguarda la scelta del carattere, se il testo è per la stampa, meglio optare per un carattere “con grazie” (ossia gli abbellimenti alle estremità delle linee) che sia chiaro, leggibile e non troppo inusuale. Dei buoni esempi possono essere il Book Antiqua, il Garamond o il Georgia. Alcuni usano il sempreverde Times New Roman, ma secondo me non rende molto bene perché è troppo stretto e a molti non piace.

La dimensione del carattere ideale potrebbe essere 11, il 10 è piccolo ma può andare se il testo è lungo e volete risparmiare spazio (sconsigliato per il Garamond che è un carattere già piccolo di per sé) oppure il 12 se volete un carattere chiaro e bello grosso, comunque non più di 12 e non meno di 10 altrimenti la lettura potrebbe diventare fastidiosa.

Un altro piccolo accorgimento è quello di dare “ariosità” alla pagina, ciò significa non presentare un muro di testo compatto, ma andare a capo quando necessario e lasciare il giusto spazio tra un capitolo e l’altro o tra una scena e l’altra.

Fate attenzione anche a inserire le interruzioni di pagina (con l’apposito comando Inserisci > Interruzione di pagina, oppure Ctrl+invio) alla fine di ogni capitolo in modo che il testo vada nella pagina successiva nel modo giusto. Premere ripetutamente invio provoca solo disallineamenti e spaziature anomale che rovinano l’estetica del testo.

Ultimo, ma non meno importante: ricordarsi sempre di inserire la numerazione di pagina. Potete scegliere tra varie opzioni, ma se non volete complicarvi troppo la vita, è sufficiente inserire i numeri di pagina in basso al centro (utilizzando sempre la numerazione automatica), nello stesso carattere del corpo del testo ma leggermente più piccolo in modo da non infastidire.

Chi vuole dare un tocco in più può anche decidere di inserire titolo e autore nell’intestazione di ogni pagina (alternati) ma non è indispensabile. Già i piccoli accorgimenti consigliati qui sopra dovrebbero essere sufficienti ad avere un testo pulito e leggibile che soddisfi i lettori.

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