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Quando il silenzio fa rumore


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Sappiamo tutti ormai quale sia stata la portata del polverone sollevatosi intorno alla spazzatura d’autore. E sappiamo tutti che in proposito è stato già detto praticamente tutto, forse troppo. Ma permettetemi un’ultima riflessione, dettata più dall’amarezza che da un reale bisogno di chiarire.
Nei giorni scorsi siamo stati avvisati da Aldo Moscatelli, titolare della casa editrice I Sognatori, di un articolo pubblicato sul suo blog, riguardante la polemica sulla Spazzatura d’autore. I commenti sono stati chiusi, quindi proviamo a replicare qui.

Quello di Moscatelli è un articolo lucido, in cui sostiene che le mie riflessioni sulla pessima qualità di molti libri pubblicati dagli scrittori emergenti non hanno alcuna possibilità di essere prese sul serio. Questo perché il Writer’s Dream, come da lui sostenuto, ospita un’utenza dedita prettamente alla scrittura e non alla lettura, e che le discussioni in merito alla spazzatura e i relativi commenti perdono ogni credibilità, poiché affrontate da persone che, in buona sostanza, non leggendo abbastanza esordienti o non leggendoli affatto, non sanno di cosa parlano.
Ha ragione.

Ma il punto che mi premeva sottolineare, e per il quale mi sono sentita in dovere di rispondere, è che nell’articolo iniziale postato sul forum la sottoscritta aveva fatto delle domande ben precise, domande a cui nessuno, nemmeno gli editori che con tanta veemenza si sono scagliati contro di noi, ha risposto.
Alla fine, il risultato è stato che Moscatelli, uno degli ultimi editori rimasti a seguirci con attenzione e a supportarci, ha deciso che il Writer’s Dream non merita più la sua attenzione. Perché? Proviamo a capirlo assieme.

Sono stata tacciata di superficialità perché nella mia risposta sul suo blog non c’è stata un’analisi dei dati raccolti da lui nel nostro forum.
Ma la percezione è che si sia guardato solo dove era comodo guardare.
Moscatelli è arrivato alle sue conclusioni contando il numero di commenti presenti in questo blog nei topic delle ultime uscite editoriali (ha contato 5 commenti), specificando che anche nel forum la situazione è più o meno la stessa.

A me però risultano dei dati diversi.

Nella sezione Recensioni del forum ci sono 41 topic aperti da Novembre 2009, uno per libro, ognuno dei quali ospita anche più di una singola recensione, per fare un esempio a caso, proprio il libro di Moscatelli, L’orologio di cenere, ne ha tre, da tre diversi utenti.
Questo significa che in poco più di un anno lo Staff del Writer’s Dream (e parte della sua utenza) ha letto e recensito positivamente 41 libri. Quarantuno. Non cinque. Circa tre libri e mezzo al mese.

Se poi consideriamo tutti quelli letti e non recensiti perché giudicati non abbastanza meritevoli, arriviamo almeno a 50 libri in un anno. Pochi? A me non sembra, soprattutto perché in rete non è che ci siano così tanti forum, siti o blog pullulanti di recensioni di emergenti pubblicati da piccole e medie case editrici free.
Ma prescindendo dai numeri, credo come ho già detto in altre occasioni, che un lettore che spende i propri soldi per acquistare libri della piccola e media editoria indipendente, abbia tutti i diritti di esporre le proprie perplessità.

Io non posso parlare per gli altri. Posso imbeccarli, riprenderli, incazzarmi. E lo faccio. Ma non posso puntare una pistola alla tempia dei miei utenti minacciandoli di fargli saltare le cervella se non comprano almeno un emergente all’anno. Così come non posso nemmeno privarli della possibilità d’intervenire in una discussione se sentono di avere qualcosa da dire, finché i toni degli interventi sono civili. Così come non posso privarmi del diritto di dire ciò che penso. Non sono dati millantati. Sono dati di fatto. Sono stata accusata di non avere nessuna prova a suffragio di quello che dico, ma non ho fatto e non farò in questa sede un elenco di titoli off-limits. Perché non bisogna arrivare a questo per poter far sentire la propria voce.
Perché non bisogna arrivare a questo per poter intavolare una discussione costruttiva sulla curva verso il basso che sta percorrendo il panorama letterario italiano.
Certo, per qualcuno, per molti, sarebbe più comodo leggere una bella lista di nomi da cui stare alla larga. Non si sentirebbero colpiti direttamente. Ma il punto non è questo.

Sono amareggiata. Amareggiata perché il lavoro de I Sognatori è sempre stato riconosciuto e apprezzato dal Writer’s Dream. E mi dispiace ancora di più che si debba arrivare a elencare numeri, cifre, titoli di studio e quanto altro solo per suffragare la propria percezione che il livello dei libri in Italia sia sempre più basso.

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10 Comments
  • E.C.
    Reply

    Io ho letto due libri editi da I Sognatori di Moscatelli: uno mi è piaciuto, l’altro era vera e propria spazzatura.
    E’ naturale che un editore si offenda se vede criticati i propri libri, ma non può, per una critica peraltro non rivolta espressamente alla sua casa editrice, giudicare WD non più meritevole della sua attenzione, soprattutto dopo che il WD si è curato di recensire (fin troppo positivamente) l’ultima raccolta di racconti dei Sognatori che vede il Moscatelli nel duplice ruolo di autore ed editore.
    Per quanto poco possa valere il mio parere, dico ai moderatori del WD di andare avanti senza curarsi di queste critiche fin troppo di parte. Colgo l’occasione per manifestarvi tutta la mia stima e gratitudine.

  • Stefania
    Reply

    Dopo aver letto il commento di Laura, non posso che dire… COMPLIMENTI!

  • Reply

    Buona sera,
    sono Laura Capone della aura Capone Editore (ovviamente casa editrice non a pagamento, altrimenti che casa editrice è?).
    HO avuto il piacere di conoscere questo blog, e mi complimento vivamente con l’ideatrice, e già adoro il suo carattere combattivo molto simile al mio. Io la penso così: i negativi – via! e i positivi – collaboriamo!
    Ho apertoquesta casa editrice perchè era edè il mio sogno di bambina, e evo dire che mi arrivano tantissimi scritti di esordienti VALIDISSIMI!!! CHE LEGGO CON RAPACITà! leggo finalmente letture belle e interessanti, quelle che difficilmente riesci a trovare in giro nela grande distribuzione che si occupa solo dei personaggi televisivi italiani o autori esteri.
    Gli autori italiani emergenti (non tutti ovviamente)sono spettacolari! HO LE PROVE! :)La pubblicazione di un libro realizza due sogni, qello dell’autore e quello dell’editore e nel mio cosa anche quello dell’illustratore rigorosamente esordiente. :)
    Mi sembra di capire che l’ideatrice del blog si chiami Linda, complimenti Linda tutta la mia stima.
    Anche a me mi hanno attaccata subito, ma KISSENEFREGA! KI VIVRà VEDRà!

  • Xarxes
    Reply

    vabbè, era per dire che secondo Moscatelli i dati in possesso del WD sono troppo pochi per essere presi in considerazione, così va meglio?

    P.S.: poi sul fatto che il corso di statistica che ho dovuto fare all’uni era spiegato malee prganizzato peggio e nessuno ha imparato nulla non ci piove XD

  • Reply

    se ho ben capito secondo Moscatelli le letture di utenza e staff del WD non sono statisticamente significative,
    —–

    Mi spiace, ma se vogliamo dichiarare con un errore del 10%, una confidenza del 95% che una popolazione sia “di merda” (con l’alternativa che non lo sia) nel 90% dei casi, basta leggere 34 libri scelti a caso.

    E’ curioso come spesso chi non sa calcolare il campione richiesto per una stima si metta a dire cose come “statisticamente”.

    Uriel

  • Xarxes
    Reply

    se ho ben capito secondo Moscatelli le letture di utenza e staff del WD non sono statisticamente significative, sarebbero necessarie ben più recensioni chiaramente pubblicate sul blog e sul forum.

    Come critica al famoso articolo la trovo anche ragionevole, che si sia d’accordo o meno.

    Però personalmente ritengo che prima di mettersi a fare le pulci sul numero preciso dell’ammontare dei libri letti dagli utenti e staffer del WD i vari piccoli editori e sostenitori avrebbero dovuto pensare a confutare le affermazioni di Nayan dimostrando che la qualità invece e che è lei a non averla vista (il che può anche essere, tutti possono sbagliare).

    Invece si finisce sempre, in un modo o nell’altro, al che a “chi sei tu per giudicare”, che se fatto in toni legittimi (tipo quelli di Moscatelli) è perfettamente lecito, ma se si fa così a me sembra lo stesso di quanto uno legge un libro, non gli piace, lo dice agli altri e quelli che non sono d’accordo gli chiedono innanzitutto quanti libri ha letto in vita sua, di quele genere, da quanti anni legge, cosa ha studiato, etc.
    Proprio di recente in seguito a una critica rivolto a una parte di un libro mi son arrivati commenti in stile paternale con tutti che mi trattavano da quindicenne che “non ha capito”, “sicuramente di solito legge roba molto facile e canonica”, e cose del genere. Quando poi io non ho nè quindici anni nè leggo roba terra terra.

  • Reply

    @Uriel: aspetta di vedere il post di domani, poi potrai incoronarti erede di Nostradamus 😉

    @Luca: non penso che Aldo intendesse screditare il WD, affatto. Però qualcosa nella comunicazione è, senza dubbio, andato storto.

  • Reply

    Secondo me non ha molto senso confrontarsi tirando fuori statistiche e controstatistiche.
    Voglio dire: io potrei dire di aver letto centinaia di libri di esordienti (cosa che non ho fatto) e di trovarli tutti di qualità medio-alta.
    Potrei anche dire che nello staff di qualche mio sito è presente un critico letterario di grande spessore a sostegno della mia tesi, ma non so quanto potrebbe essere poi considerata inattaccabile la mia analisi.
    Il post che ha scatenato tante polemiche può essere riassunto così:

    1) Si è esposta una opinione legittima corredata di alcuni pareri di qualcuno esterno al Wd che non è un semplice lettore o gestore di un sito amatoriale.

    2) Sono giunti parecchi commenti che tiravano fuori cose che non centravano niente.

    3) Aldo Moscatelli ha mosso delle critiche per esprimere un dissenso che (almeno credo) voleva dire che quel post non può essere considerato autorevole (spiegherò poi perchè).

    4) Da quel momento è iniziato un botta e risposta a suon di statistiche che non so quanto possa essere utile a chi legge.

    5) Aldo ha chiuso i commenti e non ha voluto scrivere più la seconda parte del post.

    Io sono dell’idea che nella valutazione di qualità di un libro ci sia una buona influenza da parte dei gusti personali. Non parlo di errori nei testi o di editing scadente, ma proprio di bellezza della trama e del libro.
    Sotto questo aspetto, secondo me non esiste un parere totalmente autorevole e che possa essere considerato come universalmente oggettivo.
    Sicuramente gli addetti ai lavori e chi fa l’editor di professione da anni possono fornire un parere che è molto più oggettivo rispetto ai “semplici” lettori (a prescindere che siano amministratori di forum, avvocati, pescivendoli o premi nobel della letteratura). Però i gusti personali incidono di sicuro.

    Al di là di questo, mi trovo d’accordo su alcune cose scritte nell’articolo incriminato, ma anche con altre asserite da Aldo.
    Io non posso fornire un’analisi approfondita sulla qualità perchè per farlo avrei bisogno di leggere tantissimi libri di esordienti e di almeno una ventina (se non di più) di piccoli editori, quindi su questo preferisco tacere.

    Mi dispiace che la discussione sul blog de “I sognatori” sia finita in questo modo, perchè potenzialmente era in grado di aprire un dibattito costruttivo e interessante, utile per tutti.

    Secondo me c’è stato un problema di comunicazione. Da una parte, nel WD, c’è stata una forte convinzione nell’articolo creato, al punto da ritenere le proprie idee non solo legittime e fondate, ma anche OGGETTIVAMENTE CORRETTE.
    Dall’altra, un editore che ha speso molto tempo a leggere tutto ciò che era stato scritto nel WD per analizzare le idee espresse e muovere delle critiche ma senza tentativo (almeno credo) di screditare. Forse avrebbe potuto completare il tutto scrivendo la seconda parte (che mi interessava leggere) invece di chiudere il tutto. E’ chiaro che la sua posizione è diversa e probabilmente si aspettava delle risposte differenti e su un piano diverso, almeno da quello che ho potuto capire dalle sue parole.

    Secondo me quell’articolo sul WD era molto interessante, diceva cose oggettive e riscontrabili (tipo gli errori nei libri,ma anche altre) ma non può essere considerato autorevole, nonostante la visibilità e il modo serio di affrontare le questioni del WD. Questo non perchè ci siano delle idiozie dentro, ma perchè diverse cose sarebbero soggettive anche se dette da critici letterari rinomati o da addetti ai lavori.

    In definitiva, anche allo scopo di mantenere un clima più sereno, sarebbe meglio prendere molte più cose come una OPINIONE, anzichè soppesare dati, statistiche e la fonte di ogni cosa che si scrive.
    La letteratura (non intensa come editoria) in fin dei conti per il lettore che vuole solo leggere e divertirsi, ha poco di oggettivo, no? Perciò uscire dallo scontro statistico penso che faccia bene a tutti.
    Spero di non aver interpretato male gli intenti e le parole di nessuno. In caso contrario, le due parti si sentano pure libere di correggermi.
    Penso che un chiarimento ci stia bene e spero che ci sarà.

  • Reply

    Tempo fa ti scrissi che ti avrebbero attaccato anche da lati che non aspettavi fossero scoperti, e che ti saresti trovata contro tutto un ambiente, per intero. Purtroppo non sbagliavo.

    Molto onore, molti nemici.

    http://www.wolfstep.cc/2010/12/writers-dream.html

    “Sapete qual’e’ il risltato di questa torma di parassiti? Stanchezza. Tenere sempre la guardia alta, far fronte alla loro nevrosi, rispondere a tutti, spiegare le proprie ragioni, difendersi ogni volta che questi approfittano di qualche cavillo per sbatterti sul banco degli imputati con qualche accusa, costa energie. Piano piano, l’autrice si sentira’ sempre piu’ spossata, stanca. Non a vent’anni, forse. Spero. Si chiama “vampirismo psichico”.

    ———————–
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    Nessun mezzo sara’ mai troppo basso, o troppo meschino.

    Presto Linda sara’ delusa. Delusa dall’umanita’. Sta per scontrarsi col fatto che tutto questo business e’ fatto da gente che non ha scelta, che deve fare quello per vivere, perche’ non sa fare un cazzo di niente.

    ——
    ——

    Questo gigantesco ammasso di marciume che Writer’s Dream sta andando a svelare e’ fatto di insetti che brulicano sopra il letame, e contemporaneamente da un letame molto affezionato a questi vermi, ovvero quegli autori che fanno vanity publishing, visto che “vanity” non indica una caratteristica della casa editrice, ma dell’autore.

    Se e’ vero che le case a pagamento fanno vanity publishing, e’ anche vero che la vanita’ e’ il peccato degli autori, nonche’ la forza che li spinge a pubblicare: se tu attacchi il sistema che ha soddisfatto la vanita’ di questi autori, non solo avrai contro il sistema, ma avrai contro anche la loro vanita’. E credimi, in Italia la vanita’ e’ un problema serio.

    Subirai, e sono pronto a scommetterci, gli attacchi piu’ disparati. Molti ti lascieranno indifferente per banalita’. Molti invece ti demoralizzeranno, per la loro bassezza. Saranno imprevedibili perche’ non penserai che si possa arrivare tanto in basso. Non ci arrivi, perche’ tu stessa non arrivi cosi’ in basso. E ti lascieranno un senso di vuoto, delle strane ferite che ti danno un senso di svuotamento, quasi di abbandono interiore. Perche’ contrarsi, perche’ resistere? Un senso come di resa interiore: non puoi combattere cosi’ in basso, e lo sai.

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    ——————-

    Mi spiace essere stato profeta di questo. Ma ci ero gia’ passato anni fa, purtroppo.

    Coraggio.

    Uriel

  • Reply

    Vorrei aggiungere una cosa a quanto scritto da Nayan: non ho gradito la chiusura dei commenti da parte di Aldo (che ho informato di quest’articolo), perché c’erano tante cose non dette e tanti punti da chiarire, ancora.

    Uno su tutti che le dieci righe di grassetto erano per ribadire e rendere ben visibile un concetto che in oltre cento post non si è filato nessuno 😀

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