Ho aspettato mesi per vedere se le cose cambiavano, se qualcuno reagiva, se alzava la manina gridando “io ci sono!”. Ho ottenuto solo un imbarazzante, profondo e assoluto silenzio.
Qualche mese fa – a fine agosto – è nata un’idea che ritengo innovativa per la distribuzione e la promozione degli autori emergenti. L’idea era molto semplice: ogni mese, in base a segnalazioni e scelte dai cataloghi degli editori della lista free, si sarebbe stilato un elenco di libri. Tale elenco sarebbe stato sottoposto agli utenti: tramite un sondaggio i lettori avrebbero scelto qual era il libro più interessante per loro. E poi? E poi Writer’s Dream, a spese sue, si sarebbe occupato di spedirlo a librerie, riviste, blog, biblioteche, accompagnando il libro con locandine e materiale pubblicitario. Il libro sarebbe stato esposto per un mese, durante il quale sarebbe stato conosciuto, letto, recensito, e nel forum si sarebbe votato un altro libro, che il mese seguente avrebbe seguito lo stesso percorso.
Ci siamo fin qui?
Entusiasta dell’idea, ho compilato con lo staff un elenco di librerie, biblioteche, blog, e riviste. Dopo che alcuni grossi blog – come Booksblog, per citare un esempio – avevano acconsentito con altrettanto entusiasmo a partecipare all’iniziativa, siamo passati a contattare gli editori. Ho spedito lettere ed e-mail, spiegando il progetto, specificando che erano coinvolti blog di grandi dimensioni e che ci saremmo occupati interamente noi delle spese (e chiudevo dicendo che era possibile, ma libero e facoltativo, contribuire con una piccola donazione in seguito. Rileggete la frase. Rileggetela ancora. Ecco, ora proseguite).
Dopo mesi, gli unici ad aver risposto sono stati tre editori, dieci librerie e una rivista. I blog invece erano numerosi e di qualità. Delle dozzine e dozzine di librerie e case editrici contattate, hanno risposto in tredici. Inizialmente ho pensato a problemi con le Poste. Ma possibile che di oltre settanta lettere inviate non ne sia arrivata nemmeno una?
Ora. Cosa dovrei pensare se, quando si prospetta a librerie ed editori una possibilità di avere una quantità gigantesca di pubblicità gratis tutti fanno orecchie da mercante? No, perché io continuo a leggere, dal 2008 a questa parte continue lamentele di editori e librerie indipendenti che non hanno modo di distribuire i propri libri, di farsi conoscere, di campare.
Ma se quando c’è l’occasione per – almeno provare – a migliorare le cose senza spendere un soldo tutti fanno finta di niente cosa vuol dire? Che le cose vanno male perché c’è un motivo o perché in realtà se ne sbattono?
La cosa che mi fa ancor più infuriare – perché sì, sono infuriata e amareggiata oltre ogni limite – è che non ho ricevuto uno stralcio di risposta. Nemmeno un “vai a farti fottere, testa di cazzo, tu e i tuoi progetti di merda”. E dire che sulla lettera ho scritto “vi preghiamo di farci sapere entro tal data”. Se ne sono fregati tutti.
Dato che tra il pubblico di Writer’s Dream c’è una nutrita schiera di editori e di librerie, tra cui molti rientrano nella categoria dei “lamentosi” di cui sopra: orsù, spiegatemi. Spiegatemi perché ve ne siete sbattuti del progetto, perché non avete detto nemmeno “a” e perché continuate a lamentarvi che le cose vi vanno male e che non riuscite a far arrivare i vostri libri a nessuno.
Spiegatemelo. Anche perché Writer’s Dream ha un’ottantina di utenti perennemente connessi al forum ogni giorno, una cinquantina pure di notte; il blog fa oltre 2500 visite giornaliere, e quelle del sito non le conto più. Gli altri blog coinvolti nel progetto ne fanno di più, e sommando tutti questi contatti la visibilità che avreste ottenuto sarebbe stata tanta.
Ora, spiegatemi. E spiegatelo agli autori e ai lettori, di grazia, perché se voi siete stufi di sentire gli autori lamentarsi noi siamo stufi di sentire lamentarsi voi.
(Giusto per la cronaca, perché i meriti vanno riconosciuti. Gli editori che hanno risposto positivamente alla proposta sono Diamonds, XII e BAE),


128 commenti
Stefania on 1-14-2011 at 9:14 pm
Vi ho già detto che l’apparenza è ben diversa dalla realtà, vero? Sì, in un modo o nell’altro credo di averlo già accennato.
Ebbene, aziende COMMERCIALI come lo sono le librerie perché dovrebbero snobbare i libri delle piccole case editrici che pubblicano esordienti, se questi si vendessero? Sarebbe come prendersi a martellate la “cerniera dei pantaloni”, no? Mentre a guardarla da un’ottica diversa, la cosa acquista maggior senso:
e se i libri dei piccoli editori non si trovassero nelle librerie perché non si riescono a vendere?
Vista in quest’ottica, tutto torna.
Comunque è evidente che ci sono lettori da libreria e lettori più tecnologici: quelli da libreria difficilmente acquistano su Internet (forse perché devono inebriarsi ben bene con il profumo della carta prima di decidersi a comprare); quelli tecnologici, che a loro volta si dividono in altre due sottocategorie, di norma difficilmente rinunciano alla comodità solo per andare a farsi una sniffatina di cellulosa e continuano per lo più ad acquistare online. Sono questi che rappresentano il potenziale target di lettori di esordienti/emergenti. Ma ancora, purtroppo, è uso comune giudicare un piccolo editore da quanti/quali distributori ha, anche se ormai questo non rappresenta una necessità ma solo una “moda”. “Non hai un distributore? E allora vuol dire che in libreria non ci arrivi”. A parte che non ci si arriva lo stesso neanche con il distributore se per arrivare in libreria si intende vedere i nostri libri impilati in alte colonne sugli scaffali vicino a firme di tutto rispetto, ma posso assicurarvi che in qualche modo il piccolo editore in libreria ci arriva meglio da solo che non appoggiandosi ai distributori. Credetemi. Ripeto, non so come funzionino le cose con Messaggerie & Co., ma con la piccola distribuzione è un disastro. Psicologico (perché la cosa vista dall’interno deprime non poco) ed economico, come già spiegato.
Che volete farci? Così è.
Xarxes on 1-14-2011 at 9:27 pm
a proposito della distribuzione, personalmente avrei molti meno problemi ad accattare libri di piccole CE se fosse comodo comprare direttamente dai loro siti. Purtroppo, come mi capita anche con gli store delle case discografiche, nonostante a loro non gli costi nulla di distibuzione e libreria i prezzi raramente hanno sconti sul prezzo di copertina e se ci sono raramente valgono la pena (con le spese di spedizione) rispetto a un qualsiasi altro mailorder.
Assurdamente con libri e cd costa meno comprare in negozio (fisico o online che sia) che direttamente dalla “fabbrica”.
Taksya on 1-14-2011 at 9:59 pm
@Stefania
“Ma ancora, purtroppo, è uso comune giudicare un piccolo editore da quanti/quali distributori ha, anche se ormai questo non rappresenta una necessità ma solo una “moda”.”
Io penso, da profano lettore, che più un libro è distribuito sul territorio, più e facile che possa trovarmelo tra le mani per caso. Non si tratta di una valutazione migliore o peggiore per la casa editrice… ma di semplice calcolo delle probabilità.
Io compro esordienti emergenti in libreria se li trovo (e se mi attirano copertina, trama, genere… ovviamente), ma sono poche ad averli e quasi sempre delle stesse case editrici.
Ma se l’esordiente in libreria non c’è e io non lo posso comperare “di persona”, in rete lo prendo solo se c’è la versione digitale… o se so che sarò bloccata in casa per un tempo lungo: buona parte dei siti online (affiliati alle case editrici o di grosse catene di distribuzione non fa differenza) spediscono con corriere e io non voglio rovinarmi il fegato discutendo con SDA, Bartolini & co… mi spiace per l’esordiente.
Se ci fosse una copia in libreria, anche solo per curiosità (e grazie agli sconti dati delle varie tessere fedeltà), sarebbe molto più probabile indurmi alla spesa.
Stefania on 1-14-2011 at 9:59 pm
Hai ragione, sì. Però come vedi questo non ha impedito lo sviluppo dell’e-commerce, nemmeno quello relativo ai libri (anzi!)
Quindi è vero che molti fanno il tuo stesso ragionamento, ma è anche vero che altrettanti preferiscono pagare qualcosa in più e ricevere i libri a casa.
Qualche editore comunque gli sconti li applica, ma il problema è che, per poter comunque far risparmiare il privato, è necessario spedire con Piego di Libro e sappiamo tutti quanto poco sia affidabile. Io personalmente lo odio. Ma meno male che c’è, specie dopo che hanno abolito la tariffa di spedizione agevolata per gli editori. Ma… c’è un MA, che nasconde una pessima notizia. Negli uffici postali sta girando la voce che vogliano abolire il piego di libro, il che sarebbe un vero dramma nel dramma. E’ anche vero che la voce sta circolando dall’anno scorso, ma qualcosa mi dice che prima o poi succederà. I grossi editori se ne fregano perché non sanno nemmeno cosa sia il Piego di Libro. Per i piccoli editori invece sarà un grosso problema. Lo sconto alla libreria e la spedizione con corriere espresso di una sola copia mangerà tutto il guadagno dell’editore e sui libri meno costosi andrà anche oltre, generando una perdita. Problema quasi inesistente invece per le librerie, che non vivono certo con le vendite dei libri di esordienti.
Se succederà, aspettatevi un notevole aumento dei prezzi di copertina, perché questa sarà l’unica scappatoia possibile.
Ma è anche vero che adesso ci sono gli e-book, fenomeno che tocca sul vivo i distributori, che per questo tipo di edizioni non avranno più motivo di esidtere.
Insomma, giriamola come vogliamo, alla fine chi ci rimette sono sempre i piccoli, per la gioia dei grandi che invece andranno avanti imperterriti.
Ayame on 1-14-2011 at 10:30 pm
Hai ragione, Stefania. Per questo penso sia assolutamente necessario creare al più presto delle alternative valide per la piccola e media editoria. Quest’iniziativa ha il vantaggio di mettere in comunicazione tutti i componenti dell’industria del libro: autori, editori, lettori e librerie, e per di più unisce il web al ”mondo reale”. Magari mi sbaglio e in realtà è un’iniziativa destinata a morire; io però ci credo, e investirò ogni mia risorsa per realizzarla.
Che poi, oggi ho fatto un ordine di 85€ da Amazon, io adoro comprare online
Ti ringrazio per gli auguri.
Stefania on 1-14-2011 at 10:31 pm
@Taksya (pare che abbiamo postato quasi contemporaneamente)
E anche tu hai ragione. Ma vedi, presi uno per uno avete tutti ragione. Ognuno ha le sue preferenze, i suoi metodi. Tu, grazie al cielo, dici che se trovassi in libreria il libro di un esordiente lo compreresti. Dio ti benedica, figliola! Se ti chiedessi di farmi una stima di quanti la pensano come te, sapresti essere realistica? Attenzione, ho detto “la pensano”, ma è meglio dire “agiscono” (a parole si può dire tutto, ma ciò che conta sono i fatti).
Il fatto che ci siano diverse linee di pensiero – e di azione – non sempre è un male, anzi. E’ vero che se tutti fossero come te sarebbero le librerie stesse a richiedere i libri degli esordienti, perché saprebbero di venderli, quindi per i piccoli editori sarebbe una benedizione. Per questo non nascondo che preferirei che tutti fossero come te. Ma i gusti sono gusti, le abitudini sono differenti da lettore a lettore. E abbracciare tutte le vie possibili diventa davvero arduo. E i piccoli editori non possono scegliere (o almeno non tutti hanno il coraggio di farlo), questo è il problema. Dobbiamo per forza mettere una toppa qui, un cerottino là e varie “patch” al soffitto perché la baracca fa acqua.
Ma tanto io so nuotare…
Scherzi a parte, la situazione è davvero triste e non si vedono spiragli all’orizzonte.
Per concludere, chiedo scusa se mi sono dilungata in questa interessante discussione, ma è meglio che me la dia a gambe il più in fretta possibile prima che arrivi qualcuno a cacciarmi via perché ho imbrattato i muri del WD con murales non graditi.
Comunque è stato un piacere.
Vado a fare l’areosol, che C’HO la tosse.
Buona notte
Stefania
Stefania on 1-14-2011 at 10:39 pm
Sì, tieni duro Ayame, anch’io credo che abbiate ottime potenzialità per arrivare dove gli altri hanno fallito. Ma fai le cose per bene questa volta, mi raccomando.
Marco Toccacieli on 1-14-2011 at 11:44 pm
Beh, effettivamente ‘sto discorso sta assumendo una piega un attimino troppo di parte… sembra quasi che i librai siano delle mummie senza passioni, personuncole che mirano al soldo punto e basta. Ma se mirassero al soldo e non fossero guidati dalla passione, davvero si sarebbero lanciati in un’attività che costa una baracca di quattrini e ne frutta una miseria? Oh, vendendo un tascabile il guadagno lordo è di due euro e spicci… meno che se si trattasse di un chilo di pane! Guardate che quando un nome nuovo ha successo è una pacchia anche per noi, anzi spesso sono i librai a spingere i titoli. Ma come faccio a spingere un titolo se lo devo pagare in contrassegno senza guadagnarci nulla o quasi, anzi spendendo tempo in telefonate e mail ad ogni ordine?
Non è che i librai non sopportino gli esordienti (Avallone e Giordano sono in pila in tutte le librerie, mi pare… e sono esordienti), il fatto è che i lettori non sono attratti da nomi di cui nessuno parla. Gli sconosciuti non si vendono e le librerie, che prima di essere luoghi di accesso alla cultura sono imprese, giustamente non li tengono o li ficcano nell’ “angolo polveroso”. E se si trova spazio (dove spazio non c’è,si inventa in qualche modo) nell’ “angolo polveroso” è grazie a Eco e alla Parodi che vendono anche per gli altri, perchè altrimenti nel detto spigolo quasi ci starebbe bene una macchinetta del caffè.
Non è raro che i libri di medi editori (non sto parlando di piccola o piccolissima editoria, ma di media) arrivino in pila e dopo 2 mesi se ne tornino all’editore, tutte, nessuna copia esclusa (per inciso, dette pile sono sulla pedana, vicino all’ultimo di King, dove tutti le vedono bene).
Chiedete a Stefania se le farebbe piacere fornire venti copie per trenta librerie e vedersene tornare in resa, diciamo, nel complesso 560…
Il fatto è che, per come stanno le cose, questa situazione non presenta via d’uscita per i piccoli… se non il canale “alternativo” (e-book, vendita diretta, ecc…).
Sulla distribuzione Stefania c’ha azzeccato alla grande: se non si tratta di un distributore vero, con tanto di rete promozionale… è solo un modo per “farsi belli”. Credo di aver capito a che distributore fa riferimento e… mi è capitato di ordinare dei suoi libri… in contrassegno dal distributore, appunto. Se li avessi ordinati direttamente da lei avrei forse potuto ottenere uno sconto più alto e Stefania un guadagno maggiore. Pde e Rcs fanno comodo, pincopalla distribuzione no.
Il progetto è interessante, si tratta di capire come migliorarne le condizioni per invogliare editori e librai a prenderne parte. Ad esempio si potrebbero ruotare i titoli tra le diverse librerie e fare presentazioni (uno dei pochi casi in cui, se fortunati, si vende qualche nome poco noto), al fine di non far tenere fermo ai librai un titolo che magari non vende (se vende lo si riordina in conto assoluto) e di non richiedere agli editori di assumersi il rischio di tirature folli.
Un salutissimo,
Marco.
Marco Toccacieli on 1-14-2011 at 11:47 pm
Ah, c’ho messo una dozzina di anni ascrivere il commento e la cosa ha preso una piega mena di parte, nel mentre.
Attonico Friggli on 1-15-2011 at 3:58 pm
Curiosità statistiche:
La discussione è iniziata giorno 12. Oggi, al 4° giorno, fra interventi di vario genere, ha ricevuto 105 post su 10.000 visite (2500 ogni giorno). Media: 105/10000=0,01%
E’ una media bassina. Cosa significa?
Potrebbe significare:
1) A 9.900 (scrittori, librei, editori)che sono entrati in questa pagina, con un titolo specifico ed un argomento specifico, la cosa non interessa.
a 9.900 visitatori che sono entrati su questa pagina, della
indifferenza delle librerie (indipendenti) e della (piccola) editoria
non gliene frega proprio niente!!!
Perchè?
Piero Boi on 1-17-2011 at 9:09 am
E ora, che succede? Avrà seguito la pregevolissima iniziativa?
Sarebbe un peccato, dopo cosi’ tanti commenti pressoché tutti favorevoli (al di là delle statistiche…), che non accadesse niente…
Ma son convinto che Ayame reagirà nel dovuto modo, con la superba grinta che la contraddistingue!
Provaci ancora, Sam !!!
Piero Boi on 1-17-2011 at 9:23 am
Dimenticavo: che ruolo possono svolgere gli autori (se esiste) in tale progetto? Ci sarà pure un modo di rendersi utili!
Ansioso di saperlo, auguro una giusta, splendida riuscita.
Guido Comin on 1-17-2011 at 2:05 pm
SALVE A TUTTI!!
Ho seguito con grande interesse gli scambi di opinioni e una cosa sembra certa: che qui si possa parlare di tutto, tranne che di INDIFFERENZA!
Spes ultima dea…
Guido Comin on 1-17-2011 at 2:08 pm
PS: Avevo già lasciato un commento, ma forse mancava qualcosa (mail?) e non è mai comparso.
ElianaC on 1-18-2011 at 2:46 pm
Posto qui il mio commento lasciato qualche giorno fa su booksblog per questa “iniziativa”…e al quale la WD non ha “replicato”…chissà, forse lì non l’ha visto?
Io, nel mio piccolo di piccolo editore, dico la mia
1) il progetto “lodevole” di WD è, a mio modesto avviso, molto lontano dalla realtà, mi spiego: la WD parla di invio a loro spese dei libri a librerie, riviste, blog, biblioteche…ma i libri ce li mette l’editore, ovviamente…di che quantità parliamo?…a che titolo vengono mandate alle librerie (soprattutto)? conto deposito? e chi si fa, poi, carico, di recuperare l’invenduto o, nell’utopia che qualcosa venga venduto, recuperare i soldi? Sa la WD che fatica facciamo noi piccoli editori a stare dietro ai conti depositi (sempre nell’augurata ipotesi che le librerie aderenti siano tante)? perché, spero, che non si intenda invio di copie gratuite?
2) Di blog e riviste, on line e cartacee, che vogliono fare “recensioni” (che poi molte sono solo e mere segnalazioni) ce ne sono talmente tante che, francamente, deludono non poco…e comunque sono note a chi fa l’editore vero…e quindi lo fa già da sé…non ha bisogno della WD (e la WD mi scusi se sono franca)
3) Chiedo venia in anticipo per eventuali errori di battitura e di punteggiatura ma…il lavoro mi chiama…
Stefania on 1-18-2011 at 3:27 pm
Orpo!
E’ vero, chi lavora spesso sbaglia… °!°
(Lol)
ElianaC on 1-18-2011 at 3:36 pm
…bene, vedo che, come è accaduto su booksblog, ciò che conta di tutta la discussione sono gli eventuali errori di scrittura…
@Stefania: intendevo dire che il lavoro chiama e non ho avuto tempo di rileggere il post per correggere eventuali errori…ma qui siete tutti MAESTRI…
e allora non chiedete commenti, considerazioni, adesioni e opinioni se poi avete solo voglia di insabbiarvi (e insabbiarci) in considerazioni e commenti sterili…
Ayame on 1-18-2011 at 3:42 pm
Eliana, dato che non hai bisogno di WD non vedo perché sei qui. Immagino che dei tuoi libri si parli in tutto il web, in portali con milioni di visite giornaliere, noi non vi serviamo (mi chiedo come mai parli al plurale, dato che molti editori ci contattano per collaborazioni. Forse proprio inutili non siamo…). Dato che non ti serviamo non vedo perché darti ulteriori dettagli.
Ah, e Stefania è un’editrice, non fa parte della nostra redazione, quindi il tuo appunto cade proprio male
Stefania, alla tua casa editrice aderire al progetto potrebbe interessare?
Stefania on 1-18-2011 at 3:51 pm
ElianaC, scusa ma devo dissentire.
Forse non lo sai, ma anch’io sono un editore proprio come te e se tu avessi letto i miei precedenti interventi, ti saresti resa conto che la penso davvero come te.
Solo che non puoi non darmi ragione se dico che già fa una pessima figura uno “scrittore”, o sedicente tale, se riempie quattro misere righe di errori e spalma la punteggiatura come si fa con la nutella sul pane (anzi, forse l’esempio della nutella prevede un ordine più ponderato nell’azione), ma che lo faccia un editore è davvero vergognoso! Specie in un luogo come questo che tratta un argomento come l’editoria, dove gli editori sono perennemente sotto inchiesta. Prima di replicare l’intervento che avevi pubblicato altrove, avresti potuto almeno “pulirlo”. Se non avevi tempo, avresti potuto farlo in un secondo momento, o non farlo proprio.
Ma così… te la sei cercata, abbi pazienza!
Stefania on 1-18-2011 at 3:55 pm
@Linda:
vogliamo proclamare una breve tregua e parlarne personalmente? Posso mandarti il mio recapito telefonico via email, se vuoi.
Ayame on 1-18-2011 at 3:57 pm
Da parte mia non c’è alcun intento bellicoso, quindi ben venga
Aspetto la tua mail.
ElianaC on 1-18-2011 at 4:02 pm
@ Stefania: credo solo che non si possa costruire mai nulla di buono se si insegue solo l’occasione di dimostrarsi più bravi degli altri a leggere e scrivere, sottolineando gli errori o le mancanze degli altri, piuttosto che, talvolta, badare a qualcosa di più concreto…ma evidentemente sono nel luogo sbagliato…tant’è che la Ayme mi ha “velatamente” invitato ad andarmene…
@Ayme: …tolgo il disturbo!
Buona sorte
Stefania on 1-18-2011 at 4:05 pm
Mi dispiace ElianaC, tu come editore DEVI dimostrare di saper scrivere meglio degli altri!
E’ un OBBLIGO che hai nei confronti di chi ti legge e sa che sei un editore.
slacky on 1-18-2011 at 4:12 pm
@ElianaC:
.
è vero che Ayame sembra averti detto di andare via, ma secondo me era una provocazione. Non conosco Ayame di persona, ma non posso immaginare che le persone su questo spazio internet vogliano davvero “mandare via” altre. In fondo non conoscendosi si può solo interpretare. Cosa che non è bella. Parlo per esperienza personale. Poi siete libere di dirvi tutto ciò che pensate e mandarvi via a vicenda.
Non so perché ma mi sentivo di scrivere ste cose.
Buon proseguimento a tutti
ElianaC on 1-18-2011 at 4:22 pm
@Stefania: la virgola tra il “mi dispiace” ed “Eliana” non la vedo… ma come, proprio tu, editrice purista della lingua italiana, non rispetti una delle pochissime regole inderogabili della punteggiatura?
Te la sei cercata!! Prima di gettare il sasso… guardati la mano!
@Slacky: grazie! ma questo, garantisco, è l’ultimo commento che posto su questo blog!
slacky on 1-18-2011 at 4:36 pm
@ElianaC: prego, però dai ti ripeto, non è necessario andare via.
Stefania on 1-18-2011 at 4:44 pm
Hai deciso di collezionare figure meschine, Eliana?
Ma sì, andiamo di ripicca…:
vedo che anche tu hai seri problemi di punteggiatura (non si mette mai più di un punto esclamativo).
E non solo di punteggiatura, mi pare.
Che significa “Prima di gettare il sasso… guardati la mano”?
So benissimo dove sono le mie mani, non ho bisogno di cercarle con lo sguardo. E sono anni che so come si usano.
La frase sarebbe questa: “Lanciare il sasso e nascondere la mano”, ma adattata a modo tuo non significa nulla.
E adesso scusa, non so tu, ma io ho davvero da fare, quindi perdonami se ti congedo con una certa fretta.
Guido Comin on 1-19-2011 at 12:46 pm
Buongiorno a tutti!
Peccato che questo interessante scambio di opinioni, che avevo seguito con grande interesse, sia degenerato in un battibecco sulla punteggiatura, etc.! (Si mette o meno il punto esclamativo dopo il punto? hii hiii)
Avendo fatto l’insegnante di lingua e il traduttore, per me è ovvia l’importanza della correttezza – i tutti i sensi – del linguaggio, ma mi sembra altrettanto ovvio che i mezzi di comunicazione come questo, data la loro velocità ed immediatezza, si avvicinino di più al parlato che alla parola stampata, ed incoraggino inevitabilmente la distrazione, per cui qualcosa “scappa”. Non mi sembra grave, dovendo, in teoria, essere più importante il contenuto! Voi, quando qualcuno, parlando, sbaglia, lo interrompete continuamente con le correzioni? Perché è proprio ciò che avete fatto qui.
Ora le librerie alle quali avevo girato con grande entusiasmo il link a questo dibattito mi chiederanno sicuramente che cavolo abbia mai mandato. E spero vivamente di non avere sbagliato qualche virgola!
E poi dicono che siamo noi uomini quelli aggressivi… :-/