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Recensione: Malarazza


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TITOLO: Malarazza
AUTORE: Samuel Marolla
GENERE: Horror
PAGINE: 251
ANNO: 2009
EDITORE: Mondadori
PREZZO: 4,90 euro

QUARTA: E’ l’ombra ignota che sussurra alle nostre spalle. E’ l’ultimo vicolo infame della megalopoli corrotta. E’ la mannaia incrostata attraverso la quale vengono perpetrati orribili delitti. E’ la cantilena ossessiva ripetuta senza fine da voci maledette. E’‘ il cane mutilato che sembra uscito da un incubo allucinatorio. E’ la congregazione di dementi pronta allo sterminio nell’attesa dell’Apocalisse. E’ il calderone ribolente dal quale tracima schiuma nera e infetta. E’ l’affabulatore cieco che conosce tutte le strade del mondo dei non-morti. E’ l’indifferenza letale di chi sa ma sceglie di guardare dall’altra parte. Tutto questo e molto, molto di più, è il popolo delle tenebre, la Malarazza.

E’ il trionfo degli aggettivi. E’ la trama ma probabilmente di un altro libro.

Raccolta di racconti edita nella defunta collana Epix, a vedere quarta e copertina c’è da avere la lacrime dal ridere. A parte che non è segnalato che si tratti di racconti e non di un romanzo (io l’ho scoperto leggendolo), è riportata quella che sembra una trama horror ma che col contenuto non c’entra niente, corredata dal proclama “L’autore rivelazione dell’horror italian-style l’antologia che traccia la mappa del male assoluto”.

Con horror italian-style a me son venuti in mente quei film anni ’70-‘80, che anche qui non c’azzeccano nulla coi racconti di Marolla. L’unica cosa che effettivamente un poco è abbinata è la copertina, comunque bruttarella assai: un paio dei personaggi ritratti sembrano ispirati ad altrettanti racconti, la casalinga col coltellaccio invece non me la spiego.

Nonostante le orrende premesse questa raccolta non è male, i miei pezzi preferiti sono stati L’estraneo, Tè nero e La pista ciclabile. Si fa notare in negativo Tequila e peccati, raccontino molto diverso dagli altri e che non so cosa volesse essere, se un esperimento oppure un abbozzo capitato per caso nel manoscritto finito in stampa.

In totale i brani sono tredici, con storie che trattano un po’ tutti i temi horror classici: bambini strani, possessioni, presenze, jatture, sette, vecchiette malefiche, ce n’è per tutti i gusti. Discorso a parte per Il nemico è, dove Marolla crea una simpatica variante dei reality e che sa più di fantascienza che di horror.

Segno distintivo di questa raccolta è l’ambientazione della maggior parte dei racconti, una semideserta Milano estiva stroncata dal caldo, una scelta non proprio usuale. Marolla dimostra di muoversi meglio sul proprio terreno, che a Milano ci è nato e ci vive: i pezzi a mio parere meglio riusciti godono di quest’ambientazione, quelli che se ne distaccano pur essendo piacevoli non si fanno ricordare; Sono tornate, storia molto classica con location cupa e piovosa, quasi stona col resto della compagnia.

Lo stile dell’autore è chiaro e mai difficile da seguire o comprendere (se si esclude la bizzarria di Tequila e peccati) e lavora parecchio con tocchi di splatter; seppur non si esageri si ha però l’impressione che lo faccia per “rincarare la dose” e dare più l’idea di horror, nel caso il lettore si dimenticasse di avere davanti storie di gente che muore atrocemente e in maniera poco naturale.

Mi aspettavo qualche ora di risate viste le premesse della confezione invece è stata una lettura gradevole, nulla di stupefacente e che deve molto alla scelta azzeccata di non darsi alle solite storie di posti cupi, freddi e antichi: alcuni dei racconti alla fin fine non hanno nulla di originale se non il set.

Prezzo contenuto come d’altronde l’edizione permette.

Recensione a cura di Xarxes The Alo

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