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Quando gli editori rifiutano


no

C’è stata una frase che mi ha fatto riflettere: “se nessun editore free mi pubblica, a chi posso rivolgermi se non agli editori a pagamento?”. Mi ha lasciata senza parole, per due motivi: il primo perché mostra una totale mancanza di autocritica; il secondo, più grave, è l’assoluto, completo menefreghismo per la qualità e il valore del proprio manoscritto.
In altre parole: l’autore è consapevole – e il fatto che sia consapevole è, per certi versi, agghiacciante – di pubblicare perché ha staccato un assegno all’editore. Come dire: vorrei diventare neurochirurgo, però non riesco a prendere la laurea, quindi vado a comprarla da chi la vende falsa.

La risposta è stata “ma io non faccio del male a nessuno”; purtroppo non è così, perché chi pubblica a pagamento danneggia sé stesso, chi legge e gli altri autori emergenti. Ma non è di questo che voglio parlare, e vi rimando alla sezione sull’editoria a pagamento del blog.
Quel che voglio fare ora è rispondere alla domanda iniziale: “se nessun editore free mi pubblica, a chi posso rivolgermi se non agli editori a pagamento?” . Le possibilità sono due:

  1. A nessuno: l’autocritica non ha mai ucciso nessuno, anzi. Se una trentina o più di editori hanno rifiutato il vostro manoscritto fatevi delle domande sul manoscritto, non sulla competenza dell’editore; riprendete in mano il testo, lavorateci, rileggetelo con occhi nuovi. Chiedetevi “cosa c’è che non va?”. Chiedete l’aiuto di persone distaccate – basta chiedere nel forum – o di amici sinceri, o rivolgetevi a un’agenzia di servizi (posso fare la sfacciata e consigliarvi anche il nostro servizio di valutazione?) in modo da ottenere un giudizio oggettivo su quanto c’è di buono – e meno buono – sul vostro manoscritto, su cosa lavorare e così via.
  2. Ai POD: i print on demand sono la salvezza per tutti coloro che non si arrendono nemmeno dopo duecento rifiuti – o che vogliono pubblicare per i fattacci loro, va da sé; lasciate perdere l’editoria a pagamento. Se anche decidete di farvi fare l’editing da un’agenzia letteraria, risparmierete di molto rispetto a un qualunque EAP, otterrete un prodotto di gran lunga migliore e sarete liberi da quei (giusti, sacrosanti) pregiudizi che (per fortuna) si stanno spandendo a macchia d’olio sulle pubblicazioni a pagamento. Nei prossimi giorni pubblicherò una guida al self-publishing, giusto per dare qualche dritta e punto di riferimento utile – anche per chi vuole autopubblicarsi un eBook.

In ogni caso, ricoratevi: abbiate pazienza e non lasciatevi accecare da nessuno, né da voi stessi né, tantomeno, da qualche venditore di fumo. Dimostrate a voi – ma soprattutto a loro – che non bastano due deboli promesse a farvi perdere la testa.

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5 Comments
  • Reply

    Le risposte onestamente mi deludono. Innanzitutto perche’ si pensa che la politica abbia il diritto di decidere cosa sia il gusto dei lettori.

    Non sapevo che quelle case siano politicizzate, perche’ NON lo sono. Semplicemente, ogni valutatore e’ cosi’ intriso di politica che di fatto colora le proprie scelte.

    Forse ormai in Italia, abituati a 20 pagine di politica su ogni quotidiano e 3 ore al giorno di politica in TV, si pensa che la politica sia legittimata a ficcare il naso ovunque.

    In questo senso, tantovale non pubblicare. Una volta sdoganata la politica, tutti in qualche modo saranno politici perche’ hanno opinioni politiche.

    Uriel

  • Lemming
    Reply

    Forse non sapeva dell’orientamento politico, oppure non pensava che gli OGM fossero politicamente schierati.
    A parte questo, io ho sempre sostenuto che gli EAP, al di là di tutto, svolgono l’importantissima funzione di tenere tanta fuffa ben lontano dalle librerie e dai circuiti di distribuzione seri.

  • Reply

    Uriel Fanelli, se proponi i tuoi manoscritti a case editrici che già sai essere ideologicamente orientate (e non c’è nulla di male in questo: al di là delle ideologie, esistono le nicchie di mercato), non ti puoi lamentare se poi quelli vengono giudicati anche sulla base di una linea editoriale ideologica…

  • Pier
    Reply

    eroe OGM? Un capitolo sullo pseudopapa? Uriel Fanelli, che libro hai scritto mai?

  • Reply

    Premetto che non ho mai usato editori a pagamento, e pubblico usando Lulu,ma alcuni rifiuti sono semplicemente assurdi. Il mio primo libro mi venne rifiutato da:

    1)Casa editrice troppo di sinistra, che non voleva che io definissi OGM il mio eroe, visto che OGM=male, per il loro editore medio. Volevano che fosse “mutante” e non “OGM”.

    2)Casa editrice troppo cattolica, cui non andava bene la condotta sessuale e quindi niente matrimonio con un altro OGM e niente capitolo sullo pseudopapa.

    Capisci che e’ seccante passare per i tribunali ideologici , fatti da manager che si cagano sotto qualsiasi cosa sembri loro “un pericoloso balzo in avanti”. Io capisco profilare il cliente, ma questi li hanno imbalsamati, stereotipati, cementati.

    Uriel

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