Las Vegas edizioni entra nella lista Doppio Binario in seguito alle informazioni rilasciate da Andrea Malabaila e Carlotta Borasio in una discussione su Facebook.
Carlotta e Andrea hanno infatti dichiarato che i i diritti d’autore non vengono corrisposti agli scrittori; sottolineiamo che la cosa viene da subito messa in chiaro con gli autori prima che decidano di pubblicare con Las Vegas, non è un cosiddetto “provvedimento retroattivo”.
Questo spostamento è frutto di una scelta a lungo ponderata, e ammetto di essere dispiaciuta e di non aver saputo cosa fare per qualche settimana. Las Vegas, infatti, è una casa editrice che lavora molto bene e la non retribuzione dell’autore non può essere considerata vera e propria editoria a pagamento, in quanto non c’è alcun esborso da parte dell’autore. A lungo andare, però, diviene una forma indiretta di contributo e l’aderenza ai nostri criteri di smistamento non può subire alcuna eccezione.
Buona Pasqua a tutti.


24 commenti
Andrea Malabaila on 4-6-2010 at 2:20 pm
Mi spiace ma sono costretto a riconsiderare l’opinione che avevo del WD. Pensavo fosse un forum serio e invece alla fine devo dare ragione a chi contestava la vostra competenza. Essere messo nel “doppio binario” non è di per sé una cosa che mi farà perdere il sonno (quindi, tranquilla Linda: non entrerò nella lunga lista di quelli che ti vogliono querelare), ma è un errore di comunicazione grossolano. La lista “doppio binario” è – definizione vostra – la lista delle case editrici che “Chiedono contributi per opere poco commerciali”. Noi non ci siamo mai sognati di chiedere un centesimo. Se corrispondessimo per contratto lo 0,000000001%, allora saremmo “Free”? Che differenza fa? E poi, avete mai visto un nostro contratto? Oppure vi basate su “una discussione su Facebook”?
Se fossi in malafede, potrei anche garantire il 90% agli autori, salvo poi sparire al momento del pagamento (e qui parlo grazie alla mia esperienza di autore, non di editore). I nostri autori invece sanno che quei due caffè che otterrebbero con i diritti finiscono in promozione, in fiere, in copie stampa. Loro lo sanno e continuano a pubblicare con noi.
Come vedete, io il mio nome lo metto. E non mi nascondo dietro identità fittizie.
Ayame on 4-6-2010 at 2:32 pm
Veramente, Andrea, il criterio per l’inserimento nel doppio binario è questo: “- Chiedono contributi (e in questa categoria rientrano i contributi per l’editing, la valutazione manoscritti ecc) non eccessivamente esosi e/o solo in certuni casi.”
Come ho già spiegato, non retribuire affatto l’autore diventa, a lungo andare, una forma di contributo; non ho detto né che non siete seri né che lavorate male, anzi: ho detto l’esatto opposto.
Senza contare che la “discussione su FB” non l’ha scritta pinco pallino, il messaggio in cui comunicate che non retribuite gli autori lo avete scritto tu o Carlotta, al momento non ricordo. Indi per cui direi che è una fonte abbastanza affidabile.
Non perderò di certo il sonno se cambi idea sul forum, Andrea, dopo questo tuo messaggio devo rivedere anche io la mia opinione.
Andrea Malabaila on 4-6-2010 at 3:14 pm
“A lungo andare” cosa significa in italiano? Perché, mi viene da pensare, anche la correzione delle bozze del libro del WD che s’è fatta Carlotta la scorsa estate (e le ho dato una mano anch’io, mentre potevamo goderci il sole) “a lungo andare” è stato un lavoro non retribuito. Anche l’hosting del sito che ti ha pagato Carlotta “a lungo andare” è stata una forma di contributo al WD. Senza contare i nemici che ci siamo fatti per difendere il tuo lavoro. Grazie per la riconoscenza e tante belle cose.
Mi fa piacere solo che non ci sarà più nessuno che dirà cose del tipo “dietro il WD c’è Las Vegas”…
Ayame on 4-6-2010 at 3:58 pm
Che caduta di stile, Andrea, non me l’aspettavo. Carlotta era un’amministratrice del WD, e sia per una cosa che per l’altra si è offerta lei, di sua sponte, per farle.
I nemici che vi siete fatti per difendere il WD? Scusami tanto, ma io non ho visto nessuno a controbattere nei blog dei dementi che rompevano l’anima. Al contrario, c’ero io, c’erano i MIEI UTENTI a difendere voi.
Grazie a te, Andrea.
Giuseppe D'Emilio on 4-6-2010 at 5:39 pm
L’osservazione di Malabaila apre questioni delicate:
- io leggo spesso il forum di WD e noto che vengono fatti dei distinguo circostanziati, che viene specificato che alcune case editrici a doppio binario lavorano seriamente, che essere editori a doppio binario non vuol dire essere automaticamente disonesti o scadenti eccetera, però è probabile che un lettore superficiale o occasionale di WD non vada troppo per il sottile e identifichi nelle case “free” quelle “migliori”; non sempre però le cose stanno così: so per certo anch’io che alcune case editrici free, anche blasonate, non mandano il rendiconto delle vendite e non pagano le royalties; vogliamo poi affrontare il problema del numero reale delle copie vendute in assenza del bollino SIAE?
- una pubblicazione senza royalties è però in generale (non mi riferisco a Las Vegas) anche secondo me definibile come “non free”: non sempre, infatti, e anche questo lo so con certezza, si tratta di “due caffè”, e non sempre questi “due caffè” sono spesi dall’editore per promozione.
Ayame on 4-6-2010 at 5:47 pm
@Giuseppe: sono pochi, credimi, quelli che si fermano alla lista in sé. Tutti cliccano sulla pagina relativa all’editore, e io di Las Vegas ho sempre detto – e continuerò a dire – bene. Ho un loro libro in mano, e come ho sempre detto la cura c’è, la dedizione c’è, la serietà anche.
Discorso royalties non pagate e rendiconti non inviati: non siamo onniscienti, purtroppo. E se qualcuno, anche in via privata, ci offrisse qualche segnalazione ci darebbe una gran mano. E darebbe una gran mano a chi, là fuori, è a caccia.
Andrea Malabaila on 4-8-2010 at 8:33 am
Linda, facciamo così: se vuoi lasciarci in quella categoria, fallo pure, anche se ti ripeto che è sbagliato e non ha senso. Però ti chiedo di specificare che NON chiediamo contributi di nessun tipo, e di modificare anche la definizione di “doppio binario”. Così com’è, puoi girarla come vuoi, ma non c’entra niente con noi.
Non è ammissibile che io perda soldi e tempo (il mio non è un passatempo) e una cosa del genere rovini tutta la nostra comunicazione. Non è ammissibile che sul mio blog io riceva commenti come l’ultimo:
“Io ho conosciuto la Las Vegas a Pisa e non mi sono sembrati disonesti, quindi vorrei capire prima di mandargli qualcosa.
Da qui http://writersdream.org/forum/viewtopic.php?f=15&t=765 sembra che le domande non riguardano i diritti d’autore e il criterio per la lista a doppio binario è “Chiedono contributi (e in questa categoria rientrano i contributi per l’editing, la valutazione manoscritti ecc) non eccessivamente esosi e/o solo in certuni casi.” Perché non è stato chiesto a tutte le case editrici?
Allora è contributo anche l’autore che si compra le copie e poi magari non le vende?
Non voglio macchiarmi il curriculum pubblicando a pagamento.
Fra”
Qui si tratta di informazione ingannevole che lede il nostro marchio e la nostra immagine.
Ayame on 4-8-2010 at 8:57 am
No, così non ci sto. Ho cambiato di categoria la Las Vegas per fare più chiarezza e mi ritrovo con gente che capisce lucciole per lanterne, perché è evidente che non legge.
La Las Vegas torna nella lista Free.
Ayame on 4-8-2010 at 8:59 am
Una cosa, Andrea: non è informazione ingannevole. C’è scritto a chiare lettere come stanno le cose. Se la gente non sa leggere è un altro paio di maniche… Ma il WD è nato per far chiarezza e spiegare il più possibile le cose, in questo modo le confondo.
Errore mio, e me ne scuso, soprattutto con te.
Andrea Malabaila on 4-8-2010 at 10:20 am
In effetti ha ragione chi diceva che ci vorrebbero tremila categorie. Ma si farebbe ancora più confusione. Purtroppo mi confronto ogni giorno con la superficialità di molta gente ed è per questo che me la sono presa l’altro giorno: sapevo già come sarebbe andata a finire. Mi viene in mente un episodio successo alla fiera di Roma. Una tizia (che aveva pubblicato con Il Filo) ci ha chiesto se anche noi ci facevamo dare dei soldi degli autori, noi le abbiamo spiegato che eravamo contrari, mezz’ora di parole inutili perché poi la tizia concluse: “Ma qualcosa vi fate dare, no?”
Capisci cosa intendo?
Per il resto, sono contento che le cose tra noi si siano chiarite. Ha ragione chi dice che non ha senso farci la guerra ma che dobbiamo indirizzare le nostre energie in altre direzioni.
Luca78 on 4-8-2010 at 1:15 pm
Ciao Andrea,
) sia da te condiviso, relativamente alle energie da concentrare e alle mille liste che servirebbero.
mi fa molto piacere che la cosa si sia conclusa nel migliore dei modi. E sono contento anche che il mio commento sul vostro blog (dove appaio come Lucab78 – mentre sul WD sono Jair Ohmsford , tanto per fare chiarezza su chi sono!
Aggiungo solo una cosa. Il mio sito amatoriale di letteratura, riceve spesso richieste di preventivi (?) per la pubblicazione di romanzi e saggi, e NON è una casa editrice nè altro! Una volta una ragazza mi ha chiesto se inviando poesie per email (cosa non possibile sul mio sito), si riceveva comunque un compenso anche in caso di opera non selezionata. Questo per dire che con tante liste o sotto-liste chissà cosa penserebbe la gente se già quando c’e’ abbastanza chiarezza pongono domande strane e scontate…
Cochise on 4-14-2010 at 10:59 am
Bè, questa è nuova e fantastica! Oltre all’editoria a pagamento c’è anche quella di beneficenza all’editore?
Cito. “I nostri autori invece sanno che quei due caffè che otterrebbero con i diritti finiscono in promozione, in fiere, in copie stampa.”
E a cosa servono la promozione, le fiere, le copie stampa? A incrementare le vendite, direi. E chi guadagna dall’aumento delle vendite? Bè, se l’autore non viene retribuito, direi soltanto l’editore. Quindi, ricapitolando, l’autore deve rinunciare al suo compenso per permettere all’editore di aumentare il proprio guadagno. Questa è la cosa più fenomenale che abbia mai sentito! Corro subito a restituire tutte le buste paga che il mio datore di lavoro mi ha dato in questi dieci anni per il lavoro che ho svolto, così magari si potrà pagare uno spot su Canale 5!
Ma siamo pazzi? Vi volete mettere in testa che gil editori campano perché voi gli date qualcosa da pubblicare? Che la loro materia prima è il vostro lavoro, il frutto del vostro intelletto, della vostra pazienza, delle vostre diottrie sprecate sul monitor, del vostro tempo libero sacrificato, delle vostre emozioni trasposte su carta? Vi volete mettere in testa che non si lavora gratis? MAI! E’ troppo comodo per quelli come Las Vegas, troppo comodo. E ancora si definiscono onesti perché non chiedono soldi per pubblicare… Un datore di lavoro che non paga è onesto?
Cochise on 4-14-2010 at 11:17 am
Volevo chiedere ad Andrea: ma colui/lei che vi fa le copertine, lo pagate? L’impaginatore lo pagate? E l’editor? Chiedete alle Poste Italiane di non farvi pagare la spedizione, così con quei soldi potete mettere un’inserzione pubblicitaria?
Tutti volontari? Stagisti? Schiavi? O lo sono soltanto gli autori?
Carlotta on 4-14-2010 at 11:30 am
“E chi guadagna dall’aumento delle vendite? Bè, se l’autore non viene retribuito, direi soltanto l’editore. ”
Se si arrivassero a vendere abbastanza copie da pagarsi le spese è interesse dell’editore ricompensare l’autore per il proprio lavoro. Magari facendogli firmare un contratto nuovo o ancora meglio permettendogli di firmare con CE più grosse.
“Corro subito a restituire tutte le buste paga che il mio datore di lavoro mi ha dato in questi dieci anni per il lavoro che ho svolto”
Questo è l’errore che fanno la maggior parte degli scrittori. Se pensate di guadagnare scrivendo non fatelo. Inoltre l’autore non è un cliente né un dipendente dell’editore ma un collaboratore. Ci sono delle condizioni: se le condizioni non piacciono o ci si viene incontro o si cambia aria.
“E’ troppo comodo per quelli come Las Vegas, troppo comodo. E ancora si definiscono onesti perché non chiedono soldi per pubblicare… Un datore di lavoro che non paga è onesto?”
Lasciamo le considerazioni sull’onestà agli autori che con noi hanno lavorato. Inoltre con i diritti non ti paghi gli spot su canale 5. E come vedi non è troppo comodo. Sarebbe stati più comodo promettere il 10,20, 50% di diritti e poi falsificare i rendiconti. Invece abbiamo preferito essere onesti.
“Vi volete mettere in testa che non si lavora gratis?”
Mai sentito parlare di gavetta? Di stage non retribuiti? Collaborazioni? Io sì. In questo campo come in tanti altri la gavetta serve a fare curriculum ed esperienza.
Tra l’altro il nostro catalogo dimostra che i nostri autori sono tutto tranne che delusi. Si fidano di noi. Se non volete essere tra quelli, invece di gettare strali contro coloro che non capiscono il vostro immenso talento, basta non inviare il vostro manoscritto a noi.
Ce ne faremo una ragione
Carlotta on 4-14-2010 at 11:32 am
Ah, idem per lo staff che è quello da quando esiste Las Vegas. Se fossero così “maltrattati” non lavorerebbero con noi no?
Cochise on 4-14-2010 at 11:49 am
Ci credo che lo staff lo pagate. Il senso delle mie parole era proprio quello. Perché proprio l’autore no? L’autore non è un collaboratore. E’ colui che vi fornisce ciò che pubblicate. Senza gli autori, non avete ragione di esistere e un editore onesto deve compensarli, anche per quel poco.
La differenza tra onesto e disonesto non è tra chi non paga i diritti per contratto e chi lo fa truccando i resoconti; esiste una terza via che, chissà perché, a voi onesti non viene in mente di considerare: che cioè si possono PAGARE i diritti (5, 10, 12%, quanto si vuole) SENZA manomettere i resoconti. Non truccare dovrebbe essere la norma, come mai non lo prendi neanche in considerazione?
Tutti sanno benissimo che non si diventa ricchi scrivendo. Qui non è una questione di QUANTO si dà, ma del fatto che qualcosa si dia. Il lavoro va sempre retribuito. Gli editori non sono associazioni di beneficenza, sono imprese, il loro scopo è il lucro. Ma lavorate grazie a prodotti non vostri che rivendete. Voi rivendete qualcosa che non avete comprato. Vi fate “donare” un testo e poi lo rivendete e ci guadagnate. Perché voi e i vostri collaboratori campate con la casa editrice, no?
E dato che le royalties sono bruscolini, perché ve le tenete? Non vi fanno nessuna differenza a bilancio, tantopiù che non lo farebbero neanche nelle tasche di un privato autore. Voi dovreste stare nell’elenco degli editori a pagamento.
Carlotta on 4-14-2010 at 12:09 pm
” Perché voi e i vostri collaboratori campate con la casa editrice, no?”
Veramente no. E questo dimostra quanto poco tu conosca il mondo dell’editoria. Mai visto un bilancio di una CE vero?
“Non truccare dovrebbe essere la norma, come mai non lo prendi neanche in considerazione?”
Proprio perché l’abbiamo preso in considerazione abbiamo scelto questa politica. Meglio chiarire le cose fin da subito che rovinarsi i rapporti con autori/staff. Per il resto credo solo loro possano entrare nel merito della nostra politica.
“Voi dovreste stare nell’elenco degli editori a pagamento.”
Se fossimo a pagamento potremmo permetterci le famose pubblicità su canale 5. E potremmo anche dare il 50% di diritti agli autori. Tanto ormai le spalle ce le saremmo messe al sicuro.
Per me una lista vale l’altra. Basta che le informazioni in proposito siano chiare e non siano fuorvianti.
Per me la cosa si chiude qui, in quanto non ci tengo a svalorizzare il lavoro degli autori e dello staff con sterili polemiche.
Andrea Malabaila on 4-14-2010 at 12:29 pm
Carlotta, non s’era detto di non rispondere più?
Comunque, prima di leggere tutto, voglio solo rispondere a questo:
“Vi volete mettere in testa che non si lavora gratis? MAI!”
E la mia risposta è: noi stiamo lavorando gratis, io anzi sto pagando di tasca mia per portare avanti questo progetto. Cosa dovrei fare, allora? Mollare tutto perché “non si lavora gratis MAI”?
Carlotta on 4-14-2010 at 12:34 pm
Perdono Sindaco. Mi ritiro in buon ordine prima che mi scudisci ;P
Andrea Malabaila on 4-14-2010 at 12:42 pm
Brava. Lo sai che noi schiavisti amiamo scudisciare la gente, specialmente la gente che scrive.
Scherzi a parte, davvero, perché continuate a parlare di cose che non conoscete? Quando leggo cose tipo “Vi fate “donare” un testo e poi lo rivendete e ci guadagnate. Perché voi e i vostri collaboratori campate con la casa editrice, no?”, bene, quando leggo cose del genere mi viene voglia di regalarvi una bella partita iva così vedete come funziona davvero…
Cochise on 4-14-2010 at 12:51 pm
@Carlotta. Non ho mai visto il bilancio di una casa editrice, perché non pubblicate il vostro sul vostro sito?
@Carlotta-bis “Mai sentito parlare di gavetta? Di stage non retribuiti?”; sì, e voi ne avete, immagino, di stagisti, dato che per voi è normale che sia così. Allora chiedi loro se sono contenti di lavorare otto ore e non vedere un soldo. E come chiami tu un imprenditore che, anziché pagare una persona, la fa lavorare gratis con la scusa dello stage? Io lo chiamo PROFITTATORE. E non è una valida scusa neanche dire: “ma è così che funziona”.
Ma il punto non è nessuno di quelli che dite giusto per fuorviare. Il punto è che acquisite i diritti di pubblicazioni di un’opera gratis – a meno che non mi stia sbagliando e i diritti restino di proprietà dell’autore, ma non è così, vero?
Quindi acquisite i diritti gratis e poi vi fate pagare il libro, e il guadagno non vi interessa nemmeno perché tanto non vivete di questo e, anzi, per voi è un hobby, che comporta solo spese…. allora pubblicate i vostri libri gratis! Perché un lettore dovrebbe pagare i vostri libri? Ah, per la copertina, l’impaginazione, la stampa… in altre parole, per il vostro lavoro… esattamente come dovreste fare voi con gli autori.
Elys on 4-25-2010 at 8:59 pm
Condivido in pieno il punto di vista di Cochise! Non pagare i diritti d’autore è un modo nuovo di chiedere un contributo all’autore. Lo si fa in un’altra forma, stile “debito”, solo che questo “debito” quando si estingue?
“Se si arrivassero a vendere abbastanza copie da pagarsi le spese è interesse dell’editore ricompensare l’autore per il proprio lavoro. Magari facendogli firmare un contratto nuovo o ancora meglio permettendogli di firmare con CE più grosse.”
Di fronte a quiest’affermazione mi chiedo: come fate a far firmare l’autore con una cosa editrice più grande? E i soldi guadagnati e quindi non reinvestiti in fiere, pubblicità, ecc. che fine fanno?
Una casa editrice è un’impresa a scopo di lucro e come tale deve comportarsi. Non c’entra che non puoi sperare di campare scrivendo, è una questione di correttezza, principio ed etica. Un’editore prende soldi vendendo un’opera realizzata da un autore e questo ha tutto il diritto di prendersi gli euro che gli spettano dalla vendita, anche se fossero tre o due o uno. E come dice cochise i diritti d’autore restano all’autore o li acquisite per un tot di anni? Se ve li prendete per un tot di anni e dunque mantenete l’esclusiva sul romanzo, allora come fate a dire che se il libro fa il botto voi fate firmare lo scrittore con un editore più grande? E questo editore più grande chi sarebbe? E chi vi dà la certezza che si prende il libro che ha fatto il botto?
E’ un discorso che non regge. Nessuno discute la professionalità (non vi conosco e non giudico questo aspetto) ma la necessità di far chiarezza, di mettere al corrente chi viene nel sito delle vostre dinamiche editoriali. Per me dovreste andare nella lista a pagamento o perlomeno se restate in quella free si dovrebbe specificare che lo scrittore pubblica ma non riceve i diritti.
Carlotta on 4-26-2010 at 12:43 pm
“E i soldi guadagnati e quindi non reinvestiti in fiere, pubblicità, ecc. che fine fanno?”
Non esistono i soldi guadagnati. Per ora ci sono solo spese. Ogni spesa in meno è qualche mese in più di vita che ci possiamo permettere.
Forse non è chiaro ma un autore fregato è un autore perso. Ci si rimette in immagine oltre che in rapporti personali.
In oltre mi pare chiaro che qui si fa molta confusione tra non percepire la percentuale in diritti d’autori e diritti primari, secondari, chi detiene i diritti e come li detiene. Ripeto quello che ho già detto: noi siamo chiari e trasparenti. Le condizioni contrattuali sono scritte nero su bianco. Liberi di non accettarle. Quello che non accetto per niente sono i commenti come quelli pubblicati sul blog della CE. Quei commenti indicano che è stata data un’informazione fuorviante. Non vedo perché dobbiamo pagare solo per essere stati trasparenti.
“Perlomeno se restate in quella free si dovrebbe specificare che lo scrittore pubblica ma non riceve i diritti”
E’ stato fatto in un intervista che è stata pubblicata su un libro.
Inoltre è da considerare a pagamento anche l’editore che non paga le trasferte? O quello che fa pagare subito le copie che l’autore acquista per le presentazioni? O quello che non fa lo sconto sulle copie che l’autore richiede in questi casi? Io mi baserei su parametri verificabili per tutti, non su personali interpretazioni. Perché ala chiarezza deve esserci sempre su entrambi i fronti. Non su uno solo.
Luca69 on 5-6-2011 at 5:36 pm
Se pubblicare a pagamento è come se un idraulico venisse a casa tua e tu gli dicessi “riparami il tubo e poi pagami perchè ti ho fatto lavorare”, nel caso di Las Vegas, casa editrice che ho sempre apprezzato molto, à come dire all’idraulico “riparami il tubo che poi tanto non ti pago”.