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Gesti concreti


In seguito alla notizia sulla sospensione delle tariffe agevolate per gli editori su Facebook e sulla rete sono nate iniziative che sostengono l’opposizione degli editori al fine di ottenere di nuovo le agevolazioni. Le solite raccolte di firme, il passaparola, spargi la voce, scrivi al Parlamento… quando mai una petizione è servita a qualcosa? C’è anche una petizione contro l’editoria a pagamento, in giro. Il problema è sempre il solito: si parla, si parla, a parole c’è un grandissimo sostegno. “Facciamo sentire la nostra voce” è il motto preferito di chi si arma di tastiera e Facebook, spargendo ai quattro venti un link che, nell’80% dei casi, verrà ignorato e catalogato come spam. L’ho firmato anche io, l’appello del Gruppo Edicom, ma sono certa che sarà del tutto inutile. Tentar non nuoce, e inserire la propria mail non costa nulla. Però. L’ho detto sopra, che c’è un problema: se tutti quelli che si stanno mobilitando per lasciare note sui profili di Facebook altrui (chissà con che utilità), scrivere petizioni, distribuirle e quant’altro comprasse un solo libro di un solo piccolo/medio editore il problema di rientrare nei costi non esisterebbe più, per il semplice motivo che si risolverebbe anche quella bellissima cosa chiamata “crisi della piccola e media editoria”. Quanti sono quelli che, dall’alto di blog, pagine di FB e via dicendo, inneggiano al sostegno della piccola e media editoria italiana? Innumerevoli.
E quanti sono quelli che sproloquiano per pagine e pagine, lamentandosi di quanto brutto, cattivo e puzzone sia il mondo dell’editoria per quei poveri, piccoli scrittori esordienti che non riescono, poveri loro, non riescono a farsi largo tra tutte quelle Grandi Case Editrici che oscurano il loro talento, li mettono in ombra?
Ancora più innumerevoli.

E quanti di questi innumerevoli individui compiono un gesto concreto al di là del bellissimo post che genera una marea di commenti di gente che annuisce accigliata, perché sì, diamine, bisogna far qualcosa per cambiare ‘sto posto di merda, ma lasciamo che siano gli altri a farlo, tanto da soli non si risolve mai niente, non ci sono più le mezze stagioni?
Incredibilmente pochi. Perché, e torno a ripeterlo a costo di risultare pedante, antipatica, asfissiante, se ognuno dei lamentosi blogger e degli autocommiserevoli aspiranti scrittori comprasse un solo libro da una piccola/media casa editrice le cose cambierebbero.

Non venitemi a dire “ma tanto le cose non si possono cambiare”, e non venitemi nemmeno a dare pacche sulle spalle dicendo “meno male che ci siete voi”.
Non so cosa farmene di pacche sulle spalle, io voglio gesti concreti. Perciò sciò, sgomberate: anziché regalare un uovo di Pasqua regalate un libro di un piccolo editore italiano.
Free, non a pagamento!

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4 Comments
  • Myria83
    Reply

    Io ho firmato l’appello del Gruppo Edicom ed ho fatto in modo di diffondere il più possibile la notizia… Sono anche una lettrice affamata e un’incurabile spendacciona in libreria.
    Certo che in questo paese il problema è di livello sistemico: cronico disequilibrio fra domanda e offerta.

  • Reply

    […] editori. Subito sulla rete è nato un grande movimento, tutti a urlare “ribelliamoci!” (ci ho fatto anche un post) e così via, lamentandosi di come sia possibile soffocare la cultura in questa maniera, già i […]

  • Reply

    Hai ragione! Bel post (anche se sono di parte).
    Nel frattempo, tra le altre cose, è stata creata una pagina FB dal titolo “RIDATECI LE TARIFFE EDITORIALI AGEVOLATE PER L’INVIO DEI LIBRI” con un comunicato che è stato sottoscritto da più di 80 editori e che verrà inviato ai Ministri.
    Se ti convince, iscriviti e sostienila. Grazie!

  • Tj
    Reply

    Parole sante ù_ù
    Tutti sono bravi a parlare, ma quando si tratta di mettere mano al portafogli si danno tutti alla fuga…
    Io da quando sono entrata nel “settore” al contrario ho sempre cercato di leggere scambiare e soprattutto acquistare libri di scrittori esordienti e tutti quelli che si lamentano delle major dovrebbero fare altrettanto, invece che non appena esce il successo del momento si fiondano in libreria e sono disposti a fare la fila pur di comprarlo.
    E’ ora di dare spazio ai nuovi autori è_é

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