L’editore vi mangia 1600€. Ho la vostra attenzione?

C’è una maniera molto semplice di verificare se gli editori chiedono un prezzo equo quando sparano le richieste di contributo o no, e consiste nel farsi fare un preventivo da una tipografia.
Prima, però, chiariamo cosa significa la parola contributo: ciò che ciascuno dà per partecipare al raggiungimento di un fine comune (Zingarelli)
Contribuire alle spese, quindi, non significa pagare tutte le spese. E tutti gli editori parlano, appunto, di contribuire alle spese.

Partiamo con un tipo di stampa con materiali di alta qualità, ben più alta di quelli utilizzati di norma: carta patinata opaca 100 gr, copertina carta patinata 300 gr con plastificazione spessa e opaca, rilegatura in brossura. Prendiamo come carattere standard 250 pagine; questi sono i costi:

-          100 copie:  430€

-          200 copie:  750€

-          300 copie:  1059€

-          400 copie:  1349€

-          500 copie:  1699€

Prendiamo ora in considerazione un tipo di stampa con materiali standard: carta bianca 100 gr, copertina 300 gr con plastificazione lucida, rilegatura in brossura, sempre 250 pagine.

-          100 copie:  358€

-          200 copie:  604€

-          300 copie:  839€

-          400 copie:  1085€

-          500 copie:  1331€


Bene, ci siamo? A questo punto abbiamo spulciato i dati dei contributi chiesti da vari editori e calcolato la media richiesta per un libro di circa 200 pagine (quindi ancor meno di quelle da noi usate come esempio); ne è uscito che il contributo medio richiesto dagli editori a pagamento si aggira sui 2400€, cifra abbondantemente arrotondata per difetto.

Il costo reale di una tiratura di 250 copie si aggira sui 750€; il contributo richiesto dagli editori per una tiratura di 250 copie si aggira sui 2400€. E ricordiamo che si tratta di contributo, ossia del pagamento da parte dell’autore di una parte delle spese.
Abbiamo quindi una differenza di circa 1600€ tra costo reale totale e contributo: dove finiscono quei soldi? Ma soprattutto perché vengono chiesti se non vengono spesi?

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo

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Articolo scritto da

Linda Rando, fondatrice del sito e amministratrice capo, detta amichevolmente “BossaH”. Classe 1991, non è particolarmente tollerante nei confronti del prossimo. Il suo motto è “sono un’amministratrice cattiva, non una cattiva amministratrice”. Paragonata a tutti i più grandi dittatori della storia, è stata recentemente definita “Divoratrice di stelle”. Il suo blog personale è Claire de Moon.

58 commenti

  • Melissa on 5-30-2011 at 6:43 pm

    Io ho spedito il mio manoscritto a qualche casa editrice, tipo la Fanucci, La Fabbri editore e anche ad una casa editrice per esordienti che ha valutato positivamente il mio manoscritto e mi ha proposto di pubblicare. Vorrei un consiglio o per lo meno un parere sulle condizioni:
    Il contratto è di 24 mesi, mi offrono revisione, stampa, grafica, pubblicità, promozione nelle librerie e in internet e mi chiedono un contributo di 2660 euro, però come prima tiratura fanno 800 copie, me ne regalano 40 di cui posso usufruire liberamente e le successive ristampe sono totalmente a carico dell’editore. Inoltre la percentuale sul prezzo di copertina che mi offrono è del 12%. Il manoscritto è di circa 300 pagine. Voi che ne dite?

  • streetcar on 6-1-2011 at 4:08 pm

    Melissa,

    questa proposta mi pare peggio di quelle di Albatros-Il filo!

    Con tutti quei soldi io andrei a farmi una crociera! Se ti rivolgi a un normale editore a pagamento – col quale non andresti comunque da nessuna parte -, puoi pagare 1000 euro e avere diritto a un centinaio di copie.

    Una proposta del genere, a mio modesto avviso… beh, te la fanno pure quei tizi col passamontagna e una pistola.

    Si vede che non hai alcuna esperienza nel settore, per cui ti sto parlando come un fratello maggiore. Gira un po’ sul web e ti renderai conto che questa proposta è assolutamente e irrevocabilmente inaccettabile.

    ps
    il contratto dura 2 anni: credi davvero di riuscire a vendere quelle 800 copie che in via del tutto ipotetica sarebbero prodotte? Perché se non le vendi, non ci sarebbe nessuna ristampa. E poi, se da esordiente riuscissi a vendere 800 copie in due anni, significa che il tuo libro è veramente buono. Quindi puoi tranquillamente trovare un editore che ti pubblichi senza che tu paghi un centesimo.

  • Luca 69 on 6-4-2011 at 12:56 am

    Io francamente rifiuterei. Sono troppi soldi. Ti hanno dato un parere sul libro abbastanza dettagliato da farti capire che l’hanno letto?

  • Marco on 8-24-2011 at 12:24 pm

    ciao a tutti,
    ebbene sì, mi sto imbattendo anch’io nello strano mondo dell’editoria a pagamento..
    vorrei descrivere in breve la mia situazione, perchè non riesco a capire se devo fidarmi o meno.
    Qualche settimana fa ho pubblicato la mia tesi su tesionline, pochi giorni dopo ricevo la mail di un editore interessato a pubblicarla (sinceramente non so nemmeno se abbia fatto in tempo a leggerla..).
    Mi chiede inizialmente un contributo di 800 euro per una messa in stampa di 700 copie, concedendomi un ricavo del 50% su ogni copia venduta (che metterà in vendita al prezzo di 12 euro per copia), e occupandosi lui stesso della pubblicità e della visibilità del volume.
    Dopo alcune trattative, data la mia scarsa disponibilità economica, mi propone un contributo di 250 euro e un ricavo del 40% su ogni copia venduta.
    Facendo un giro su internet, vedo che i contributi richiesti sono spesso molto elevati, questo mi indurrebbe a pubblicare la mia tesi con lui. Ma ci sono ancora due punti oscuri:
    - la rapidità con cui mi ha proposto l’offerta (non credo che sia riuscito a leggere la mia tesi);
    - la collana nella quale dovrebbe essere pubblicata mia tesi: collana che ancora non esiste (l’editore si è occupato finora di pubblicazioni cinematografiche, ma ora è interessato ad aprire una collana tecnico-scientifica, nella quale far rientrare la mia pubblicazione).
    Che fare?
    grazie in anticipo del vostro aiuto.
    Marco

  • Ayame on 8-24-2011 at 12:27 pm

    Semplice: non pubblicare a pagamento.

  • Marco on 8-24-2011 at 1:33 pm

    Lo so, anch’io in linea di massima sono contrario alle pubblicazioni a pagamento. Però, come vedo anche dai commenti precedenti, ci sono anche case editrici serie che richiedono un minimo contributo per le spese di pubblicazione. Tra l’altro, questo editore non mi ha richiesto in alcun modo di acquistare copie dopo la pubblicazione, come invece è successo ad altri. Visto il contributo che mi hanno richiesto, tutto sommato piuttosto esiguo rispetto a ciò che leggo nel tuo post, volevo solo sapere se poteva essere una cosa di cui fidarsi o meno. Grazie di nuovo.

  • streetcar on 8-24-2011 at 4:47 pm

    visto che non hai fatto nomi, io ti dico chiaro e tondo cosa penserei se una proposta del genere la facessero a me.
    Appena caccio i soldi, non li vedo/sento più.

    Il fatto che sono loro a contattare me, mi suonerebbe inappellabilmente come una caccia al cliente.

    Poi vabbé, capisco che uno si senta allettato e cerchi di vedere il bicchiere mezzo pieno. Però io c’andrei coi piedi di piombo – nel senso che non muoverei un passo in quella direzione.

  • [...] È stato dimostrato anche che il contributo spesso elevatissimo che chiedono certe case editrici non è un semplice [...]

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