Dopo una pausa di diversi mesi, vengono reintegrate le liste Doppio Binario e A pagamento a fianco di quella di editori Free. Le liste EAP e DB sono ospitate da Loredana Lipperini.
Nota: se volete riportare queste liste sui vostri siti e blog siete liberi di farlo – anche se da dicembre copiarle sarà pressoché impossibile, vista la nuova struttura (se volete copiarvi oltre 300 link a mano fate pure) – ma siete obbligati a inserire i credits. Queste liste vengono compilate in seguito a un lavoro che va avanti dal 2008. Non mancategli di rispetto, dato che è un lavoro faticoso che noi facciamo esclusivamente per voi. Chiediamo solo che ci venga riconosciuto il merito del nostro lavoro.
Se riscontrate inesattezze o volete darci la vostra testimonianza, usate i commenti, il forum o l’indirizzo mail segnalazioni@writersdream.org


523 commenti
polveredighiaccio on 10-3-2010 at 12:10 pm
Trovo ridicolo che si senta la necessità di giustificare l’EAP. Il fatto che in molti siano scorretti o che una pratica sbagliata a livello di concetto sia diffusa, non ne attenua il danno. E’ il solito adagio che permette all’errore condiviso e diffuso di diventare “accettabile”. Se la smettessimo di adattarci alle cose che ci danneggiano, in tutti i settori, quanto staremmo meglio!
Anna on 10-6-2010 at 5:31 pm
Il mio è un piccolo post “di speranza”.
ma le realtà positive esistono ancora. non sono diventata nè ricca nè famosa, ma ho avuto una bella esperienza di stima reciproca. la casa editrice si chiama Prova d’Autore.
Quattro anni fa girovagavo tra gli scaffali di una libreria catanese e mi capitò sotto gli occhi il testo di uno scrittore esordiente pubblicato da una casa editrice locale. comprato, letto, apprezzato. decisi allora di mandare anche il mio piccolo romanzo alla stessa casa editrice, che in poco tempo rispose positivamente e pubblicò il suddetto manoscritto SENZA RICHIESTA DI ALCUN CORRISPETTIVO DA PARTE MIA. per onore di cronaca la casa editrice chiede collaborazione solo per la poesia. sarà una questione di karma, spero anche di talento
Viviana on 10-31-2010 at 11:48 am
Salve, notavo che avete inserito Corbo Editore nel doppio binario, io sto per pubblicare un romanzo con loro e non chiedono assolutamente nessun tipo di contributo, anzi si impegnano, pur con i limiti di una piccola cassa editrice, a fare editing e promozione. La collana di narrativa si chiamma Isola Bianca ed è curata dallo scrittore Roberto Pazzi, che ha scritto numerosi libri tradotti in molte lingue, ha vinto molti premi ed è stato due volte finalista al premio Strega. Anche il suo prossimo romanzo uscirà a breve con Corbo. Ho poi parlato con altri esordienti Corbo, posso citare Emanuele Pettener (E’ sabato, mi hai lasciato e sono bellissimo) e Francesca Boari (Aldro, il libro sul caso Aldrovandi), e nessuno ha pagato nulla. Contattatemi pure alla mail per chiarimenti.
Annamaria on 11-29-2010 at 5:32 pm
Se solo chi scrive imparasse a rispettare la scrittura, se non fosse cosi’ vanesio…
L’eap esiste perche’ ha il suo mercato. Non mi sembra logico demonizzare queste offerte, che tra l’altro si e’ liberi di non accettare.
Certo l’alternativa di sentirsi rifiutare a vita non e’ allettante, bisognerebbe avere gli occhi liberi dal fumo della vanita’ per giudicare il proprio talento (o la sua assenza).
Il Bambinello on 12-17-2010 at 5:55 pm
Anche Jane Austen pagava per pubblicare i propri romanzi. E là come la mettiamo?
paolo bianchi on 12-17-2010 at 5:59 pm
Non vuol dire niente se Jane Austen pagava. Non dimostra niente. E’ un falso logico. Anch’io ho i capelli chiari e gli occhi chiari, ma non assomiglio a Brad Pitt. Capito?
Dada on 12-17-2010 at 6:05 pm
La mettiamo che Jane Austen ha vissuto in un’altra epoca storica…per natale che qualcuni regali a “Il Bambinello” una macchina del tempo, magari in quell’epoca si troverà alla grande…ma perchè questa grande ansia nel difendere gli editori a pagamento? E’ un aposizione indefinibile e non ha nessuna logica…ma basta…poche case editrici italiane,. ma buone che facciano un vero lavoroi invece di prolificare e produrre disoccupati e autori dilettanti. Non vorrei tirarmi addosso le ire di qualcuno, ma adesso esageriamo anche con il prolificare di autori allo sbaraglio…anche qui…pochi, ma buoni…e che caspita.!!
Ayame on 12-17-2010 at 6:06 pm
@Paolo Bianchi: ti eleggo a mio eroe.
@Il Bambinello: il nick è dovuto al periodo? Comunque, ai tempi di Jane Austen c’era la schiavitù. Come la mettiamo?
enzo on 12-18-2010 at 12:00 am
Sembra IMPOSSIBILE che qualcuno caschi ancora in queste trappole. Gli editori che ti pubblicano a pagamento, le agenzie che ti trovano un lavoro dopo che avrai frequentato il loro corso di formazione a pagamento, le aziende che ti affidano una zona di vendita dopo che tu avrai pagato il campionario, etc.
Makkuro on 1-5-2011 at 12:33 pm
Io non ci trovo nulla di strano sul fatto che esista l’EAP. Ci sono persone che non riscono a pubblicare i loro scritti presso le case editrici “normali” ma vogliono assolutamente togliersi la soddisfazione di vedere il loro nome nella copertina di un libro? Ecco un mercato. Ed ecco chi è pronto a soddisfare queste persone offrendo un servizio a pagamento. Nulla di strano, è marketing. C’è chi è disposto a pagare anche per farsi tagliare le unghie… perché dunque dovrebbe sembrarci strano che qualcuno sia disposto a pagare per farsi pubblicare un libro? Ecco come è nata l’EAP, che non è il diavolo, ma solo una forma imprenditoriale un’altra.
Ovviamente chi prende la scrittura sul serio non dovrebbe pensarci neanche per un attimo…
Ayame on 1-5-2011 at 12:41 pm
Makkuro per quello che dici tu esistono print on demand e tipografie. L’editore a pagamento medio finge di fare selezione, di fare editing, di fare tutto ciò che fanno i veri editori e si fa pagare sulla base di questo, facendo credere all’autore di turno di essere stato selezionato, di essere bravo, di ricevere un buon servizio e via dicendo. Non è così.
Makkuro on 1-5-2011 at 2:24 pm
Cara Ayame, mi aspettavo un’obiezione simile e sono ovviamente d’accordo dal punto di vista razionale. Ma immagina un impiegato cinquantenne che sogna di pubblicare un libro per farlo vedere a parenti e amici, ma che non ha tempo, né voglia (né magari capacità tecniche) di sbattersi a impaginare, a pensare a una copertina, a capirne di stampa offset… sceglie la via (per lui) più semplice, si affida a qualcuno che fa tutto questo (male, ma lo fa).
Io non mi sento di condannare chi offre questi servizi e queste persone. Poi sta al singolo autore capire cosa sta facendo, e se ha un briciolo di raziocinio ovviamente lo capisce. Anche perché basta documentarsi un minimo, esistono una decina di siti come questo che in modo diverso sconsigliano e condannano l’EAP. Per cui credo che chi pubblica con l’EAP o è l’impiegato di cui sopra o è uno sprovveduto e in questo caso, peggio per lui (scusa il cinismo, ma ci sta)… concordo con Enzo “Sembra IMPOSSIBILE che qualcuno caschi ancora in queste trappole”… ma se qualcuno ci casca, si dovrebbe chiedere il perché.
daniela on 1-5-2011 at 3:41 pm
….perchè ci casca?….proprio perchè la vanità oscura l’anima e il buon senso…
agatinodiolosà on 1-13-2011 at 11:28 am
http://www.nulladie.altervista.org/
è nuova nuova e sembra promettente. Indaghiamo?
giulio on 1-22-2011 at 12:52 pm
scusate se mi intrometto, ma sicuramente tra di voi c’è qualcuno con più esperienza di me. Ho inviato il mio manoscritto ad alcune CE sia in forma cartacea che via mail (a quelle che lo consentivano, ovviamente). E’ normale non ricevere, non dico una risposta, ma nemmeno il messaggio di conferma di lettura dell’e-mail inviate? Capisco non voler essere disturbati dalle nostre telefonate ansiose ma addirittura astenersi dal cliccare sul “SI” alla richiesta di risposta di lettura mi sembra troppo. Devo pensare che il mio manoscritto è così orribile da essere stato subito intercettato dall’antispam o è prassi delle CE non dare alcun minimo cenno della loro presenza?
grazie a chiunque abbia voglia di dare conferma di lettura a questo mio commento.
Rasputin on 2-7-2011 at 11:16 pm
http://www.lupoeditore.com/
Sapete darmi qualche informazione su questa casa editrice?
Xarxes on 2-8-2011 at 12:59 pm
una mia amica mi disse che se vuoi pubblicare con loro devi portare degli sponsor, e se ho ben capito lo fanno con chiunque proponga testi. Se faccia comunque selezione o altro non so, questa mia amica di CE ne sa pochissimo.
Certo è che la volta che andò lei le chiesero appunto di portare degli sponsor.
uhmol on 3-7-2011 at 2:36 pm
@giulio: Rassegnati è assolutamente normale. Non significa affatto che il tuo manoscritto sia orribile, potrebbe esserlo ma non è dal silenzio delle case editrici, o dal loro esplicito rifiuto, che puoi dedurlo. Ti consiglio di leggere ciò che racconta Stephen King sul chiodo, diventato poi un crocco, a cui appendeva le numerose lettere di rifiuto delle case editrici.
lillo on 3-15-2011 at 8:23 pm
rispondo a rasputin (mio omonimo, almeno sul web).
io ho avuto contatti con la casa editrice lupo. l’editore lupo è una persona a modo ma tutto si può dire di lui meno che sia un venditore. che significa? che ti darà (dietro compenso) la migliore delle copertine ma che il tuo libro resterà nel migliore dei casi invenduto.
la distribuzione che può assicurarti è davvero minima. quindi dipende da cosa cerchi, se il contatto umano con l’editore (che ti assicuro, non sempre è sottinteso) o vedere il tuo libro in giro. in ogni caso sono soldi che ti chiedono. fatti bene i conti in tasca, insomma. ciao!
Beth on 10-18-2011 at 2:53 am
Improvvisamente siete diventati inutili. Fa molta tristezza, quella lista, comprensiva dei vari commenti, era oro, reperibile a portata di google da parte di tanti scrittori. Avete buttato via anni di lavoro e i vari delinquenti si staranno fregando le mani. Non capisco, le motivazioni portate appaiono molto inconsistenti, la forza del vostro progetto, ciò che lo rendeva potente, era la specifica, mirata, chiamata denuncia degli editori a pagamento.
Ayame on 10-18-2011 at 11:21 am
@Beth: inutili ‘sta ceppa, scusa tanto. Il nostro scopo è sempre stato aiutare gli esordienti, non “denunciare” qualcuno – tantomeno i “delinquenti”, l’editoria a pagamento è legale, sarebbe ora di metterselo in testa! Gli scrittori vogliono difendersi dalle “fregature”? La regola è semplice: mai pagare per pubblicare. Fine. Se poi reputi inutili tutti i servizi che offriamo, beh… Sei libera di cercare altrove – o di continuare tu stessa – quello che offrivamo.
Editoria a pagamento e Mercato | ConAltriMezzi | ConAltriMezzi on 11-8-2011 at 12:12 pm
[...] Lista orientativa su alcune case Editrici a Pagamento, “doppio binario” e free [...]
Bilanci di inizio anno: pagare per pubblicare (?) « frailibri on 1-11-2012 at 12:18 pm
[...] pubblicano a pagamento, quelli che un po’ si fanno pagare e un po’ no e gli editori free. Qui quella aggiornata di fresco da writer’s dream. Moooolto lunga. Troppo. Se ti è [...]